Verona verso il 17 maggio

La giornata di ieri è stata una buona giornata, a Verona. Studenti e cittadini continuano ad interrogarsi sull’omicidio di Nicola ed insieme tentano una riflessione non scontata. Si riappropriano delle scuole e delle piazze per affrontare temi «scomodi» ma estremamente attuali.

Una tappa importante, quella di ieri, verso la mobilitazione di sabato 17 in Piazza Bra.
Una tappa importante, perché è a nostro avviso decisivo che antifascismo ed antirazzismo si facciano pratica quotidiana e non appello ideologico, esercizio materiale di libertà e non vuota retorica: discorso meritorio e importante, certo, ma in fondo solo difensivo. Troppo facile rassicurazione di fronte alla paura. All’orrore per quello che è accaduto a Nicola.

Aprire e conquistarsi gli spazi in una città incattivita ed impaurita, questo riteniamo cruciale. Conquistarli e farli vivere, riempirli di persone e di sogni, farli percorrere da parole nuove. Da lingue e culture diverse. Studenti, migranti, precari, partigiani e gente normale. Cittadini vecchi e nuovi, Assieme. Per discutere, conoscersi, meticciare le proprie identità e le proprie tradizioni. Un vecchio partigiano deportato che parla ad un migrante tunisino. Professori e studenti che si guardano in faccia senza mediazioni di ruolo. La stessa indignazione. La stessa gioia di stare assieme, Liberi.

E non solo. Aprire e conquistarsi gli spazi da soli. Dal basso. Senza deleghe. Procurandosi da soli gli strumenti e le relazioni per farlo. Questo ha voluto dire ieri per noi iniziare il percorso di mobilitazione verso sabato. Giorno in cui un’altra piazza sarà aperta alla città che viene. Quella stessa piazza che altri vorrebbe deserta, “ordinata”, zittita. E che noi vogliamo, invece, diventi il cuore pulsante del futuro.

Nel pomeriggio di ieri, martedì 13 maggio, gli studenti del Maffei hanno organizzato da soli la proiezione del documentario Nazirock. Da soli. Nella stessa scuola di uno degli assassini di Nicola Tommasoli. Nella stessa scuola frequentata negli anni da molti degli esponenti della destra radicale veronese. Una presa di parola ed un’iniziativa autonoma davvero importante. Che ha aperto uno spazio di riflessione che sarà importante mantenere, riprodurre ed allargare. All’interno del quale, studenti e studentesse – tra i più giovani – si sono dimostrati capaci di attivare canali di autoformazione. Autonomi percorsi di riflessione.

Nella serata, poi, Nazirock lo si è potuto vedere – presentato dal regista Claudio Lazzaro – in una delle più belle piazze di Verona. Una delle piazze dell’immaginario territorio dei nazi. Una piazza liberata ed affollata. Una piazza viva e vitale, in cui studenti ed insegnanti, cittadini e militanti, partigiani, migranti e precari hanno potuto confrontarsi, discutere, testimoniare. Trecento persone autoconvocate attorno ad un evento costruito dal basso. Con i mezzi e le strutture messe a disposizione dai Centri Sociali del Nordest, dal Collettivo Metropolis e dal Coordinamento migranti di Verona. Una discussione lunga e appassionata.

Una discussione che viviamo come un felice augurio per la Manifestazione di sabato della città che viene. La città che desideriamo e che sognamo, La città antifascista e antirazzista della fratellanza e della solidarietà.

Invitiamo tutti sabato 17 maggio ore 15 in Piazza Brà:

contro la cultura razzista e dell’odio per il «diverso»,
contro le nuove misure liberticide, annunciate dal Ministro Maroni, sull’immigrazione ispirate da quella stessa cultura.

Per una Verona libera da aggressioni neonaziste e aperta alle diversità.
Per una vera convivenza fatta di diritti uguali per tutti.

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