Qualcuno lo chiama «effetto Alemanno». Di sicuro, erano diversi anni che i centri sociali romani non si incontravano in una forma così ricca e partecipata. Ieri sera, a Esc, «atelier occupato» di San Lorenzo, oltre cento persone, in rappresentanza di 23 spazi autogestiti, hanno discusso del nuovo scenario politico. Un’occasione di confronto tra esperienze politiche, sociali, territoriali differenti, ma che riconoscono un filo comune. Primo obiettivo, rompere la paura dell’accerchiamento e parlare alla città, attraverso i progetti, le reti e i conflitti che vedono protagonisti i centri sociali: dalle produzioni culturali ai servizi autogestiti, dalla lotta per il diritto alla casa alle iniziative contro la precarietà, dalle campagne antiproibizioniste alle iniziative contro le politiche securitarie.
«Difendere l’autogestione – si legge in un comunicato–significa mettere al centro questa ricchezza, una parte di città che nessuna istituzione può ridurre al silenzio». Due gli appuntamenti in calendario: sabato 14 giugno, una manifestazione cittadina insieme ai movimenti di lotta per la casa e le reti migranti; per la fine di giugno, un grande evento in cui saranno protagoniste «le esperienze artistiche nate negli spazi autogestiti e che oggi rappresentano un polo decisivo della cultura indipendente del paese».






