L'Auser e il sapore bio dei diritti

Anziani che si autorganizzano, scelgono la piazza per incontrare altre persone, diffondono prodotti antimafia e così sostengono i progetti di chi cerca di costruire un’altra società cominciando con il fare compagnia agli anziani soli. Non è solo una buona iniziativa di solidarietà quella promossa dell’Auser sabato 24 maggio, quando saranno ottocento i volontari nelle piazze di tutta Italia [l’elenco è su www.auser.it] per offrire i spaghetti biologici di Libera Terra, realizzati dal grano coltivato sui terreni confiscati alla mafia: la sesta edizione della giornata nazionale per il Filo d’Argento Auser [il telefono amico degli anziani senza scatto alla risposta] è un modo intelligente che lega soggetti e pratiche di un’altra politica.
«Attraverso il Filo d’Argento raccogliamo bisogni e desideri di molte persone anziane sole – spiega Michele Mangano, presidente nazionale dell’Auser – ma anche preziosi suggerimenti per gli enti locali». Secondo i dati Auser sono cinque milioni gli anziani che vivono in solitudine. Dal 1989 la rete di solidarietà di Auser è impegnata a sostenere quei cittadini e a dare ai bisogni risposte concrete. Il Filo d’Argento è dotato del numero verde nazionale 800-995988 [gratuito senza scatto alla risposta], con il quale gli anziani hanno la possibilità di ricevere aiuto a casa, la consegna della spesa o dei farmaci, essere accompagnati alla posta o dal medico, un amico con cui parlare. Un servizio attivo tutti i giorni dell’anno, festivi compresi, dalle ore 8 alle 20. Il 92 per cento delle telefonate raccolte dal Filo d’Argento nel 2007 sono state «richieste di aiuto»; 283.857 sono stati i servizi effettuati dai volontari. A contattare l’Auser sono soprattutto donne anziane dai settantacinque anni in su, per la maggior parte in condizioni di solitudine. L’obiettivo dell’Auser è aumentare gli attuali 120 punti di ascolto del Filo d’Argento collegati al numero verde e ampliare i servizi di aiuto a domicilio su tutto il territorio nazionale.
Mangano spiega anche che la domanda del servizio telefonico è in crescita e che al momento sono oltre quaranta mila i volontari Auser coinvolti nel dare risposte alle esigenze emerse dal numero verde. «La domanda è altissima anche perché in Italia da molti anni assistiamo a un arretramento dei servizi pubblici – dice Mangano – Da un’indagine che abbiamo realizzato sul rapporto tra le amministrazioni locali dei centoventi capoluoghi di provincia e il terzo settore, è risultato che già il 47,7 per cento delle prestazioni sociali è affidato ai privati. Occorre davvero che la società rigeneri la politica dando centralità alla politiche sociali di prossimità e non più alle logiche di mercato: soltanto in questo modo sarà possibile puntare sul benessere dei cittadini».
Quanto alla pasta che si troverà in piazza il 24 maggio per sostenere il progetto del Filo d’argento, spiegano i promotori, è buona due volte perché ogni singolo acquisto consente all’Auser di aiutare gli anziani a sconfiggere la solitudine e perché la pasta prodotta con metodo biologico, è frutto della collaborazione con i giovani della cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra che operano sulle terre confiscate alla mafia nella zona dell’Alto Belice Corleonese. «Abbiamo scelto la pasta perché è un prodotto buono della terra italiana, come la solidarietà – dice Michele Mangano – stringendo un patto di ferro fra legalità, solidarietà agli anziani e impegno sociale antimafia».
«La prima giustizia comincia dalla prossimità – aggiunge don Luigi Ciotti di Libera -, dall’ascolto dei vissuti, dall’attenzione alla storia delle persone: l’Auser lo sa bene. Ma sa anche che i gesti solidali, devono poi tradursi in diritti, in strutture stabili di giustizia. Libera lavora per riconquistare i troppi diritti negati dalle mafie. Ecco perché questa iniziativa è un modo concreto per affermare quei diritti che sono origine di giustizia e di libertà».

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