Il servizio mandato in onda dal Tg1 lunedì sera mostra una piccola folla concitata, giovani dalle teste rasate che si lanciano nel buio, tra i cespugli, poliziotti che trascinano via una giovane prostituta transgender, tra gli insulti e i gesti osceni della gente. Mentre gli agenti la sbattono in macchina lei grida disperata «non sono un animale». Ma l’argomento del servizio non è la violenza di queste immagini, bensì «l’esasperazione» contro «i transessuali» [di cui si parla sempre al maschile] dei cittadini del quartiere prenestino a Roma. Un uomo, intervistato, prevede che se non si farà nulla «come hanno iniziato a dar fuoco ai rom qui succederà altrettanto». È bene mantenere a mente queste immagini, leggendo le parole del consigliere comunale del Pdl, Lupi, che ieri notte è andato a visitare di persona il quartiere, dichiarando subito dopo: «lo stato di abbandono in cui sono lasciati i cittadini del quartiere prenestino costretti a sopravvivere ai soprusi e alle violenze morali e fisiche commesse quotidianamente, a tutte le ore del giorno e della notte, dai transex che si prostituiscono indisturbati». Ancora ieri notte è avvenuta un’altra aggressione ai danni di una transgender ad opera di due uomini, nell’indifferenza di una pattuglia della polizia che ha assistito alla scena. A denunciarlo è stato Il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli.






