In Brasile 5 milioni in piazza contro l'omofobia.

Sabato notte è stato il turno di Christian Floris, il conduttore di una trasmissione radiofonica dell’emittente Radio Deegay. Il conduttore è stato aggredito sotto casa da due sconosciuti che, sbattendogli la testa contro il muro, gli hanno intimato di smettere di condurre trasmissioni legate all’omosessualità.
Questa mattina, a Palermo, un uomo di 53 anni ha accoltellato il figlio perché gay. Il ragazzo è rimasto ferito al braccio e alla mano destra, suo padre, arrestato dai carabinieri, ha dichiarato che si trattava di una questione di «onore e vergogna». Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, parla di «un intero paese in preda ad un raptus di omofobia, alimentata negli ultimi anni soprattutto dalla gerarchia cattolica e da alcuni settori della destra politica e sociale italiana», e ricorda anche il raid contro le trans al prenestino.
Contro la violenza omo/lesbo/trans-fobica e le discriminazioni nei confronti delle persone glbtq San Paolo, la capitale economica del Brasile, è stata pacificamente invasa ieri da ben cinque milioni persone. Il Pride glbtq brasiliano, alla sua dodicesima edizione, è stata la più grande manifestazione al mondo di questo tipo. Al ritmo di samba e tecno la manifestazione è partita dall’Avenida Paulista e si è dipanata per il centro della città. L’imponente manifestazione ha avuto il patrocinio del comune di San Paolo. Il sindaco, Gilberto Kassab, la ha definita «uno degli eventi più importanti della città». Nulla a che vedere con l’Italia, dove la neo-ministra per le pari opportunità ha già negato il proprio patrocinio al Pride nazionale di Bologna.

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