Appello e assemblea contro il razzismo a Roma

«Non lasciateci soli». Questo il titolo dell’appello che i rappresentanti delle comunità Rom di Roma hanno lanciato a tutta la cittadinanza democratica, associazioni, organi di informazione, autorità religiose «per non essere lasciati soli in questo momento così drammatico, in cui l’odio verso un popoli intero si traduce in violenza, persecuzione, abbandono nella miseria dei campi degradati».
L’appello è stato presentato oggi nel corso di una assemblea cittadina al Centro Congressi Cavour. I rom della capitale chiedono che «venga data anche a loro una speranza di futuro», chiedono «vicinanza e solidarietà, per poter vivere senza paura. La paura di venir aggrediti, di ritrovarsi le misere baracche bruciate, deportati come tanti anni fa».

Questa mattina, invece, alla Città dell’altra economia, si è tenuta un’affollata assemblea pubblica indetta dalle principali associazioni che operano nel sociale e nel mondo del lavoro per denunciare i rischi e le possibili conseguenze del pacchetto sicurezza. Tra le proposte più importanti quella di organizzare una grande assemblea a giugno contro il razzismo [in corrispondenza con la discussione in Commissione europea della direttiva sui rimpatri] e una campagna di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica italiana. Erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti delle Acli e dell’Arci, Antigone, la Cgil, il Cnca, Libera con don Ciotti, Lunaria, Magistratura democratica, il Progetto diritti, le madri per Roma città aperta con la mamma di Renato Biagetti mentre per le istituzioni c’erano l’assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, la consigliera regionale Anna Pizzo e l’europarlamentare Vittorio Agnoletto.

Alla discussione ha partecipato anche Nazzareno Guarnieri, federazione Rom e Sinti, il quale ha detto che «ora tocca anche direttamente ai rom che sono in Italia assumersi la responsabilità della partecipazione pubblica». In apertura dei lavori, Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha spiegato che «le iniziative proposte servono a creare una rete nel segno del rispetto dei diritti di tutti, in un momento in cui a parole di odio si sommano provvedimenti odiosi e pratiche violente». E se Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, ha ammesso che la situazione che si è creata è molto difficile, Vittorio Agnoletto ha ribadito la necessità di realizzare una giornata intera di mobilitazione collettiva e ha ricordato l’ultima vittima dei Cpt, un cittadino marocchino morto di recente per cause ancora da chiarire nel centro «modello» di Torino. La mamma di Renato, ucciso a Focene due anni fa da due giovani fascisti, ha invece espresso tutta la sua rabbia di fronte all’incapacità politica di «chiamare le cose con il loro nome, perché il fascismo non venga scambiato per bullismo». Infine, la consigliera regionale Anna Pizzo, ha lanciato un segnale di democrazia importante parlando della nuova legge regionale sull’immigrazione, in contro tendenza rispetto alla normativa nazionale, la cui discussione è già stata avviata in Consiglio.

La consigliera, prima firmataria della nuova legge, ha invitato tutte le associazioni e i singoli a partecipare a un’assemblea pubblica il 3 giugno prossimo, alle 15, nella sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio [via della Pisana]. L’incontro, al quale prenderanno parte anche numerosi consiglieri provinciali, regionali, comunali e municipali, ha lo scopo di «costruire un luogo condiviso nel quale discutere delle conseguenze delle iniziative di repressione nei campi – ha detto la consigliera – e cercare di coordinare gli interventi per rispondere in modo tempestivo ad una prevedibile accentuazione di atti di intolleranza nei confronti delle comunità rom e sinti. L’assemblea potrebbe dar luogo alla istituzione di un tavolo di coordinamento interistituzionale in grado anche di monitorare le condizioni di vita nei campi ed eventualmente, ove necessario, agire anche sul piano legislativo».

Tags assegnati a questo articolo: migranti, globalizzazione, intercultura

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