Il clima di violenza neofascista continua ad avvelenare l’aria in Roma. Dopo i fatti del Pigneto di sabato scorso, il centro delle aggressioni è diventata l’università La Sapienza. Un gruppo di studenti è stato aggredito questa mattina tra via de Lollis e piazzale Aldo Moro, davanti all’università La Sapienza di Roma, mentre stava attaccando i manifesti di indizione di un presidio contro un’iniziativa del gruppuscolo Lotta Universitaria, espressione della formazione neo-fascista Forza nuova. Una sigla che pare coniata ad hoc per potare violenza e sopraffazione anche dentro le mura della cittùuniversitaria. Era stato necessario il provvidenziale intervento degli studenti dei collettivi e della Rete per l’Autoformazione per impedire un convegno di Forza nuova sulle foibe, cui avrebbe partecipato il segretario Roberto Fiore, lo tesso che grazie all’alleanza trasversale con Alessandra Mussolini, ora transitata nel Pdl, da qualche settimana siede al parlamento europeo, suscitando il ribrezzo dei suoi coleghi. «Dentro i nuovi fascismi quotidiani, quelli del Tg o del vicino di casa, nuota con sicurezza un folta schiera di gruppi e gruppuscoli che del fascismo, quello ideologico, organizzato, militare, fanno la loro identità, la loro arma – commenta la Rete per l’autoformazione della Sapienza – Partiti che sono cresciuti nella melma dell’equidistanza e nello spirito sicuritario bipartisan, con Berlusconi che gli ha garantito cittadinanza istituzionale. Di giorno la faccia pulita di chi vive a fianco dei risentimenti e li alimenta; di notte la violenza, lo squadrismo».
Gli studenti si trovano in via Cesare De Lollis quando sono arrivate delle automobili da cui sono scese alcune persone con spranghe e catene: pare che una avesse una tshirt «White Power», e un altro una croce celtica tatuata sul polpaccio. Tutti erano adulti. «Erano quelli di Forza nuova, non erano studenti, alcuni avranno avuto almeno 30 anni», raccontano gli studenti. Gli aggressori erano armati di coltelli e tirapugni. Due degli studenti che stavano attaccando i manifesti sono stati feriti e portati all’ospedale, dove gli sono state refertate diverse ferite di armi da taglio. Da tutta Roma tantissime persone si sono dirette verso la città universitaria per solidarizzare con gli aggrediti. Nelle prime ore del pomeriggio un corteo antifascista è partito dalla città universitaria. Due degli aggressori sono stati fermati dalla polizia. Una delle macchine da cui sono scesi i neofascisti a qualkche ora di distanza è ancora ferma su via De Lollis, danneggiata dalla reazione degli studenti che hanno provato a difendersi, aiutati da alcuni ragazzi che passavano lì per caso e che hanno visto la dinamica dei fatti. La Digos ha fatto anche sapere di possedere un filmato dell’accaduto: c’era una tlecamera fissa che riprendeva la strada.
«È stata un’aggressione vera e propria, con cinte, bastoni e coltelli. Avevano delle mazze con lame attaccate. Sono le stesse che avevamo visto nell’aggressione di Villa Ada al concerto della Banda Bassotti, nello scorso luglio», raccontano gli studenti, che chiedono le dimissioni di Guido Pescosolido, preside della facoltà di lettere. «Si deve dimettere dopo aver autorizzato il convegno sulle foibe organizzato da Forza nuova. Non ha neanche il coraggio di farsi vedere in facoltà in questo momento, ma noi lo attendiamo». «Sono fatti di una enorme inciviltà – commenta il prorettore dell’ateneo romano Luigi Frati – Uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti. Non si può che deplorare chi si avvale della violenza invece che del dialogo – sottolinea Frati- A questo punto ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione di domani, che evidentemente si prestava a scopi diversi da quelli culturali che venivano indicati inizialmente, come dimostrato oggi». La reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno è arrivata da Palermo. «Si tratta di un episodio da condannare senza nessuna attenuante – ha detto Alemanno – Ci sono in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati. La Sapienza non può essere luogo di scontro: i responsabili di questa aggressione devono essere assicurati alla giustizia e messi in condizione di non nuocere. A Roma non c’e’ un clima che indica una spinta verso la violenza: bisogna rifiutare ogni forma di intolleranza e xenofobia». «Gli ultimi gravi episodi di violenza e di intolleranza xenofoba – commenta invece Anna Pizzo, consigliera regionale indipendente nel Lazio per il Prc – dimostrano ancora una volta che il fascismo a Roma come in tutta Italia è ben presente. Siamo preoccupati perché, se da un lato la Costituzione italiana è chiara e inequivocabile nel condannare ogni forma di fascismo, non lo sono altrettanto alcuni comportamenti politici che sottovalutano e male interpretano le azioni violente di chiara matrice fascista. E il clima che si sta diffondendo in città non lascia ben sperare».






