Basta con la prostituzione in strada e porte aperte alla registrazione delle prostitute. Questo il senso della proposta avanzata dalla portavoce della Destra, Daniela Santanchè, che stamattina ha depositato alla Cassazione un quesito referendario per l’abrogazione di diversi articoli della legge Merlin. Gli articoli che si vorrebbero abrogare sono quelli che riguardano il divieto di apertura di case, quartieri e qualsiasi luogo chiuso dichiarato «locale di meretricio». Le prostitute organizzate si sono sempre battute contro l’idea di confinare la prostituzione in luoghi chiusi, cosa che espone chi la esercita allo sfrutamento e all’insicurezza. Ma l’intento del referendum è dichiaratamente quello di risolvere il problema della «prostituzione che invade strade e quartieri della nostra città». Ma il referendum abrogherebbe anche quella parte della legge che vieta alle autorità qualunque «forma diretta o indiretta di registrazione di donne che esercitano o che siano sospettatte di eserciare la prostituzione». Tra le altre conquiste introdotte dalla legge Merlin c’era proprio quello di aver eliminato il «marchio» precedentemente imposto alle prostitute.






