La «concordia» papale chiude piazza San Giovanni

«Avvertiamo con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo». Mentre il papa parla all’Assemblea generale della Cei, nella stessa città, Roma, alcune centinaia di studenti e studentesse attraversano in corteo la città universitaria: l’altro ieri l’aggressione a mano armata contro alcuni studenti antifascisti ne ha portati due all’ospedale e poi direttamente in tribunale con l’accusa di «rissa aggravata». Il «clima costruttivo» sarebbe determinato, secondo Ratzinger, dai «rapporti più sereni tra le forze politiche» [o dall’assenza di una qualsiasi forma di opposizione, per dirla in altro modo] e si trasmetterebbe a tutta la società. «E’ diffuso infatti il desiderio di riprendere il cammino – spiega Benedetto XVI – di affrontare e risolvere insieme almeno i problemi più urgenti e più gravi, di dare avvio a una nuova stagione di crescita economica ma anche civile e morale». I pogrom contro i rom, i raid squadristi, le aggressioni a gay e lesbiche, la «caccia» a trans e prostitute, gli omicidi fascisti e sessisti e gli assalti xenofobi non intaccano la serenità del papa del «buonumore», che, anzi, dà la sua benedizione anche alle politiche del governo contro i migranti. Va bene la solidarietà, ha detto il papa, ma nel «rispetto delle leggi che assicurano l’ordinato svolgersi della vita sociale sia all’interno di uno stato che nei confronti di chi vi entra dall’esterno». Ma Ratzinger non perde neanche l’occasione per battere cassa e chiede più soldi per le scuole cattoliche e ascolto per i moniti della chiesa. A partire dal solito ritornello della «difesa della vita dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza fino alla morte naturale». Per arrivare al sostegno alla «famiglia fondata sul matrimonio», che deve essere sostenuta dalle istituzioni. Ma Benedetto XVI non ha mancato di tirare fuori un altro dei suoi cavalli di battaglia: la lotta al «relativismo culturale pervasivo e non di rado aggressivo».
A Roma le parole del papa sono state messe in pratica con zelo [e in anticipo]. Ieri, in un incontro tecnico con il comune – a soli 9 giorni dalla manifestazione – gli organizzatori del Roma Pride’08 hanno scoperto che la questura ha revocato l’autorizzazione [concessa l’11 aprile scorso] a concludere il corteo in piazza San Giovanni in Laterano. Il motivo? L’ «incompatibilità» della manifestazione gay, lesbica, trans e queer con la conferenza [sul relativismo culturale, tanto per cambiare, e con tanto di udienza papale] e con il concerto di musica sacra che si terranno nei palazzi Lateranensi. «In che modo una iniziativa che avviene all’interno della Basilica di San Giovanni e una che avviene fuori si sovrappongono?», si domanda Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Anche i radicali criticano la marcia indietro della questura. «Trenta preti che cantano dovrebbero tener lontano un intero Pride? Cos’è, un esorcismo?», ironizza in un comunicato il coordinamento Facciamo Breccia. «Questa è la sicurezza nell’epoca di Alemanno: la sicurezza di vedersi sottratti quotidianamente spazi di agibilità politica. Al danno si aggiunge la beffa: l’iniziativa in questione […] viene aperta [il 5 giugno] anche da Zingaretti, presidente della provincia di Roma, che ha dato il patrocinio al Pride. Zingaretti, dimostrerebbe serietà e coerenza se in conseguenza di questo fatto facesse sapere di ritirare la sua partecipazione [o al Pride, o al convegno]», si legge ancora nel comunicato del coordinamento che organizza ogni anno la manifestazione No Vat e che sulla conclusione del corteo in piazza san Giovanni annuncia di non voler fare nessun passo indietro. Oggi, alle 17.30 nella sede del circolo Mario Mieli è prevista una conferenza stampa e un incontro tra i gruppi e le associazioni che stanno organizzando il Pride per decidere sul da farsi.

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin De Gennaro Deavos