E’ arrivata al quarto giorno,la protesta dei leghisti veneziani contro la realizzazione del villaggio sinti che il comune vuole realizzare in un terreno a cavallo tra Mestre e Favaro Veneto. Al gazebo sotto al quale si radunano i manifestanti c’è attesa per la manifestazione di protesta di stasera che vedrà una marcia contro il campo nomadi. Nel pomeriggio arriverà il ministro dell’Interno Roberto Maroni che presiederà un vertice sulla vicenda. Intanto, i trenta dei centri sociali veneziani che due giorni fa hanno occupato simbolicamente e pacificamente la sede della Lega di Mestre dovranno rispondere di reati gravissimi e sproporzionati: violenza privata aggravata, rapina, lesioni personali, invasione di terreni ed edifici, e danneggiamento. Per la questura, che ha annunciato in pompa magna il provvedimento, i reati sono aggravati dalla finalità «dell’eversione dell’ordine democratico, consistente nell’uso della violenza e della minaccia». «Altro che federalismo: questa è una decisione presa da Roma, il ministero dell’interno è in mano alla Lega–dicono i manifestanti nel corso di una conferenza stampa–Non era mai stata usata l’aggravante di eversione a Venezia. Sono palesi i due pesi e le due misure per il blocco dei lavori xenofobo protetto dalla polizia e per un’azione simbolica e pacifica».






