Il ventinovesimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati si è aperto questa mattina a Roma con la relazione del presidente Luca Palamara. Il magistrato ha criticato il disegno di legge del «pacchetto sicurezza» approntato dal governo e soprattutto l’introduzione del reato di immigrazione «clandestina». Secondo Palamara, questo nuovo reato «creerebbe enormi problemi di funzionalità sia al sistema penale che a quello carcerario». Nel sud, inoltre, dove avviene la maggior parte degli sbarchi di migranti, Palamara dice che sarebbe impossibile celebrare «ogni giorno centinaia di processi». Il magistrato ha anche detto di aver espresso queste perplessità al ministro dell’interno Roberto Maroni, assieme ai dubbi sull’aggravante di «clandestinità», già contenuta nel decreto legge in discussione in questi giorni nelle commissioni parlamentari. Palamara ha detto che un’aggravante di questo tipo potrebbe risultare incostituzionale.
Dal congresso dell’Anm, inoltre, si attendono critiche per l’altro provvedimento «forte» del governo, cioè il decreto rifiuti che contiene la creazione di una superprocura «ad hoc», L’Anm potrebbe fare proprie le critiche espresse in una lettera aperta dai magistrati di Napoli, che hanno duramente contestato la decisione del governo di espropriare i «giudici naturali» delle competenze sulla questione rifiuti. Al di là del merito delle critiche dei magistrati, però, c’è anche la sensazione che la prima uscita pubblica dell’Anm dopo la formazione del nuovo governo sia anche una prova di forza per «misurare» le posizioni dell’esecutivo in tema di riordino della giustizia.
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