Orgoglio e pregiudizio. I Pride scendono in piazza

Prime ore della mattina. Canale 5. «Noi siamo dalla parte della Chiesa […] L’atteggiamento profondo del mio governo che non può che compiacere il Pontefice e la Chiesa » dichiara Berlusconi in vista dell’incontro di questa mattina con Benedetto XVI. Ieri gli organizzatori del RomaPride 2008 hanno notificato in questura il nuovo percorso del corteo, che sfilerà per le vie della capitale domani. La manifestazione si sarebbe dovuta concludere, come negli anni passati, in piazza San Giovanni. Ma una decina di giorni fa la questura ha ritirato l’autorizzazione perché nei palazzi Lateranensi – domani – si terrà un convegno ed un concerto di musica sacra. Il comitato organizzatore ha insistito fino all’ultimo, ma inutilmente: il corteo si dovrà concludere a piazza Navona [la partenza è confermata alle 16 da piazza della Repubblica, con concentramento alle 15]. «Il fatto che il RomaPride di domani abbia trovato così tanti ostacoli, a tal punto che gli è stata negata la piazza prevista da due mesi, in maniera pretestuosa e sostanzialmente ingiustificabile, dimostra che la politica ha influito profondamente. […] Nessuno si è voluto assumere la responsabilità vera di questo atto ingiustificato; omosessuali, transessuali e cittadini di Roma le risposte se le sanno dare comunque», ha scritto il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli invitando a partecipare in massa al corteo. Le polemiche sulla manifestazione erano, infatti, cominciate ben prima. Per la precisione con il rifiuto del sindaco Alemanno e della ministra delle pari opportunità, Mara Carfagna di patrocinare la manifestazione. Il primo aveva accusato il Pride di essere una manifestazione di «esibizionismo sessuale», la seconda aveva negato [ritornando poi, parzialmente, sui propri passi], l’esistenza delle discriminazioni nei confronti di lesbiche, gay e trans. E proprio alle prese di posizione della ministra è dedicato il carro del Mario Mieli/Muccassassina, uno dei 200 che scenderanno in piazza con le parole d’ordine «parità, laicità, dignità». Il carro sarà intitolato «Sobrietà» – ironizzando sull’invito rivolto da Mara Carfagna ai/alle partecipanti al Pride – e verrà popolato da drag queen e gogo boys che omaggeranno a modo loro la ministra. Anche il coordinamento di gruppi glbtq e femministi Facciamo Breccia avrà un proprio spezzone nel corteo e porterà in piazza il proprio «senso di rifiuto e di rivolta contro la ‘normalizzazione’ coatta, contro vecchie e nuove forme di fascistizzazione della società». Facciamo Breccia dà appuntamento stasera al centro sociale Forte prenestino per discutere di antifascismo, autodeterminazione e liberazione in un incontro a cui sono invitati i movimenti lgbtq e anti-fascista e il sommovimento femminista e lesbico, che parteciperà al RomaPride con il proprio carro. Ma quest’anno al Pride hanno aderito anche il Coordinamento cittadino di lotta per la casa e diversi centri sociali, tra i quali Acrobax, ex Snia, Esc, Strike e Horus occupato. «Nel momento in cui vengono limitati luoghi e momenti di espressione, i centri sociali e chi da sempre in questa città libera spazi e coltiva la complessità, vedono nell’appuntamento del Pride romano un momento centrale per il rilancio di una rete per il dissenso che declina il concetto di sicurezza in altri termini, che costruisce un immaginario ribelle e desiderante», si legge nell’adesione collettiva alla manifestazione di domani. Gli organizzatori del Pride hanno invitato in piazza rom e migranti, al centro di una campagna d’odio e di attacchi sempre più violenti.
Domani, in contemporanea con il RomaPride, sfilerà anche il pride milanese. O meglio il Christopher street’s day, così chiamato per ricordare la via dove ebbe luogo nel ’69 la rivolta di Stonwall, ricordata ogni anno dai pride. Il corteo partirà alle 17 da via Pelestro [Corso Venezia]. Tra gli altri carri, quest’anno, uno sarà dedicato al reggae non omofobo e antirazzista.
Il numero di Carta in edicola oggi offre molte altre informazioni sui Pride, a partire da quello di Roma.

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