Uno sciopero della fame per difendere la casa a Roma

Uno sciopero della fame per protestare contro la vendita frazionata di un immobile di via Colli Portuensi 187, a Roma, da parte del Fondo pensioni ex Cassa di Risparmio di Trieste-Unicredit. Da questa mattina, cinque inquilini del palazzo, tra cui due anziani che abitano nello stabile da oltre 40 anni, e un esponente del sindacato di base Asia-Rdb, Paolo Di Vetta, hanno deciso di rifiutare qualsiasi alimento come forma di protesta radicale contro la vendita del palazzo. Il Comitato inquilini Colli Portuensi, che rappresenta 35 famiglie, lotta da più di un anno per rimanere negli appartamenti della ex Cassa di Risparmio di Trieste. Dei 67 alloggi messi in vendita, 26 sono stati acquistati dagli inquilini, ma dieci di loro, alle prese con mutui esorbitanti, rischiano l’insolvenza. Sei appartamenti sono stati ceduti a terzi, con il conseguente rischio sfratto per gli attuali inquilini. Rimangono ancora 35 appartamenti in vendita. «Attraverso una cooperativa, con il sostegno anche del consiglio municipale–ha detto Cristina Niura, una degli inquilini che faranno lo sciopero della fame–avevamo proposto di comprare tutto l’invenduto, con una riduzione del 14,5 per cento, proposta non accettata dalla proprietà. Noi vogliamo acquistare le nostre case in cui paghiamo da anni affitto di 1000 euro, ma non a prezzi speculativi».

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