Per ora, il tavolo sembra avere delle gambe robuste, un buon auspicio per la manifestazione cittadina di sabato 14 giugno. Ieri pomeriggio, nella sede della prefettura, movimenti di lotta per la casa, costruttori e amministratori si sono incontrati per proseguire il lavoro istruttorio avviato dal prefetto Carlo Mosca. «Parliamo di un dramma sociale – ha affermato il prefetto Carlo Mosca – che non può essere affrontato dal punto di vista dell’ordine pubblico». Un incipit dal grande valore simbolico e politico che ha aperto il confronto sui due punti principali: il censimento degli immobili sfitti o abbandonati [270 mila a Roma, secondo i dati ufficiali dell’Eurispes] e l’elaborazione di un piano casa per il rilancio dell’edilizia popolare. Tra i comitati era presente una delegazione degli inquilini di via Colli Portuensi, che in queste ore stanno proseguendo lo sciopero della fame contro la vendita dei propri appartamenti da parte dell’Unicredit. Tra le priorità sollevate, la richiesta di una proroga di lunga durata del blocco degli sfratti oltre le tradizionali categorie: anziani, portatori di handicap, incapienti. Le parti hanno deciso di comune accordo di dividere le competenze del tavolo: da una parte, una volta al mese, si discuterà dei temi generali e delle diverse aree di sofferenza abitativa: sfratti, cartolarizzazioni, graduatorie pubbliche, occupazioni. Parallelamente, sarà costituito un tavolo tecnico che si riunirà già nelle prossime settimane.






