Alla fine svolgerà in piazza Vittorio, il Pride regionale di Biella. La manifestazione, che domani porterà di nuovo in piazza i movimenti glbtq [lo scorso weekend è stato il turno dei pride di Roma e Milano] – e questa volta in una piccola città di provincia – non ha certo trovato la strada spianata. Mentre a Roma la questura revocava il permesso di terminare il Pride in piazza San Giovanni per la presenza di un concerto di musica sacra, a Biella il comitato cittadino per l’ordine e la sicurezza negava la piazza centrale – piazza Primo Maggio – al pride regionale. «Ognuno deve esprimere le proprie libertà senza imporle agli altri, e fare un Gay Pride dentro la città vuol dire costringere il cittadino biellese ad entrare in una manifestazione in cui non intende trovarsi» era l’incredibile motivazione avanzata dal prefetto. E ancora «non si può limitare la libertà dei negozianti di Piazza 1° Maggio e del cittadino biellese di andare in giro per la città, come di andare dal macellaio per acquistare carne di cavallo». Pochi giorni dopo la prefettura ha vietato anche l’altra piazza centrale, piazza Martiri d’Italia. Dopo l’interpellanza parlamentare di Paola Concia [Pd] la prefettura ha almeno tirato fuori una motivazione ufficiosa per il divieto di concedere piazza Martiri al Pride: in caso di pioggia lo spettacolo di Marco Paolini [previsto comunque più un’ora dopo la fine del Pride, che va avanti dalle 16 alle 20] si dovrebbe svolgere in un teatro che affaccia sulla piazza.






