Il cerchio si è chiuso ieri pomeriggio, quando Dario/Ernesto, il giustiziere del Pigneto, ha manipolato i mass media con consumata abilità: sarà il promotore di una ronda che all’imbrunire sorveglierà sui cittadini del quartiere minacciati da non si sa bene che cosa. ieri abbiamo passeggiato a lungo per le strade del Pigneto, dall’imbrunire alla mezzanotte e non ci è parso di notare nulla di pericoloso, se si esclude una scenata di gelosia di un italianissimo innamorato in crisi e un ragazzino che frignava per un gelato. Ma questo è il momento dell’isteria mediatica, e qualcuno ha deciso di trarne profitto. Ecco che il capo della squadraccia che qualche settimana fa ha devastato alcuni negozi diventa il paladino della «sicurezza»: coppie di vigilantes gireranno per la zona armate di torcie e radioline. Un’altro tipo di ronda, quella di Action, stamattina proprio al Pigneto ha compiuto un gesto molto più significativo: ha bloccato lo sfratto di una signora con una figlia disabile. Sempre a Roma, intanto, i migranti, i movimenti di lotta per la casa, i centri sociali e tutti quelli che pensano che «non c’è sicurezza senza diritti» provano a irrompere sulla scena. Lo fanno nel modo piùà tradizionale possibile: riprendendosi le strade e le piazze, le stesse che la settimana scorsa sono state invase dal GayPride. Ormai da due mesi la destra ha stravinto le elezioni e continua a giocare sul terreno scivoloso della «percezione» e del colpo mediatico, proprio come sta facendo Dario del Pigneto. Innalzano la cortina fumogena del rancore per nascondere le questioni reali. Quanto durerà questa sceneggiata? E quando collerà l’audience dei realityshow governativiil?






