Il sindacato di polizia che fa capo alla Cgil, il Silp, sta contestando il pacchetto sicurezza del governo e la decisione del ministro dell’interno Roberto Maroni di procedere con la schedatura dei bambini rom. In una dichiarazione rilasciata all’Unità, il segretario della federazione romana del Silp, Gianni Ciotti, dice che sui bambini «la schedatura avrebbe un effetto traumatizzante» e rilancia con una provocazione: «Perché allora non prendere le impronte anche dei bambini che vivono nei quartieri con un alto tasso di criminalità? Quello dei rom è un problema di politiche sociali». La contestazione del Silp non si limita alla schedatura dei rom. In un rapporto, il sindacato ha analizzato l’orientamento della gestione dei servizi di ordine pubblico a Roma, città vetrina, assieme a Milano, delle politiche di sicurezza del nuovo governo [e in parte anche del vecchio]: gli agenti sono usati soprattutto per i grandi eventi, scrive il Silp, e la gran parte dei commissariati rimane gravemente sotto organico, in alcuni casi anche del 40-50 per cento. Tagli che non si risolvono con i provvedimenti eclatanti.






