Il museo della Liberazione, in via Tasso, rischia di sparire perché inserito tra gli enti «inutili» che tra 60 giorni dovranno chiudere. Alemanno smentisce anche se il provvedimento è previsto dal decreto legge del 25 giugno 2008 con il quale il ministro Brunetta «taglia» una lunga serie di enti pubblici non economici sotto i 50 dipendenti. L’allarme è stato lanciato dal direttore del museo, Antonio Parisella, ai microfoni di Radio Popolare Roma. ‘«I suoi beni, le sue attività e le sue risorse finanziarie – ha detto – andrebbero ad un ufficio dell’amministrazione dei Beni culturali che lo trasformerebbe in un qualsiasi museo gestito come un ufficio pubblico, togliendogli gran parte del suo significato, che sta proprio nell’essere un’istituzione parte della società civile. Ci sono due possibilità: una è che durante la discussione per la conversione del decreto si creino degli spazi per riuscire a sopravvivere come soggetti autonomi, l’altra è che alcuni enti vengano ripescati con decreto del ministro». E se Parisella annuncia che convocherà il direttivo del museo e le associazioni dei partigiani, la consigliera di Sd Gemma Azuni si farà «promotrice di una mozione in consiglio comunale per il museo di via Tasso perché anche il sindaco Alemanno prenda posizione rispetto al decreto».






