Emiliano Marini, dopo un mese di arresti domiciliari e tre giorni di libertà, oggi ha rivisto negli occhi gli squadristi di Forza nuova nell’aula del Tribunale di Roma. Iniziava infatti il processo per l’aggressione all’Università La Sapienza dello scorso 27 maggio. Prima stranezza: un gruppo di trenta persone con maglie con celtiche e “boia chi molla”, presenziava minaccioso nell’aula. Seconda stranezza: le dichiarazioni confuse delle forze dell’ordine, che hanno ricostruito i fatti come se si trattasse di rissa e come se avessero assistito ai fatti. Il giudice ha rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dei neofascisti, convocando la prossima udienza il 19 novembre.
Insieme a Emiliano oggi c’erano molti studenti de La Sapienza, che in questo mese si sono mobilitati per impedire che vengano confusi gli aggrediti con gli aggressori, l’agguato con la rissa. Il processo ricomincia a novembre, quando il provvedimento del governo che trasforma le università in fondazioni sarà già in vigore. Il clima, ci scommettiamo, sarà come oggi: molto caldo.






