Continua la discussione sull'incidente al BolognaPride

Il Pride nazionale di sabato si è concluso con un episodio che ha aperto un dibattito serrato tra le molte anime del movimento glbtq. Durante l’intervento dal palco di Porpora Marcasciano, esponente del Mit e del coordinamento Facciamo Breccia, alcuni attivisti di Fb hanno aperto uno striscione che ricordava la «conquista», da parte del movimento glbt, del Cassero, in seguito affidato alla Curia. Una militante di Fb, Graziella Bertozzo, è stata fermata dai volontari del Pride perché «non autorizzata» mentre cercava di avvicinarsi al palco per raggiungere gli altri attivisti. I volontari hanno chiamato la polizia che ha portato in questura la donna con l’accusa di resistenza. Dopo la pubblica denuncia dell’accaduto da parte di Fb, Arigay e Arcilesbica hanno definito – in un comunicato – l’apertura dello striscione sul palco da parte del coordinamento [che non ha aderito alla piattaforma ufficiale] un’«inqualificabile provocazione» e Bertozzo una donna «non nuova ad atteggiamenti alterati e aggressivi». Le due organizzazioni hanno rifiutato qualunque solidarietà all’attivista. Contro l’atteggiamento di Fb si è schierato anche il Comitato Pride, con l’esclusione di Marcella di Folco del Mit. «L’uso della polizia per la gestione del dissenso interno – replica Fb – è la fine della politica, significa scivolare verso lo stato di polizia». Intanto 2 deputati del Pd hanno depositato un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sull’eccessivo spiegamento di forze dell’ordine e per chiedere come mai uno dei polizia non si sia identificato nel procedere contro Bertozzo.

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