Mentre l’Italia si appresta a rilevare le impronte digitali dei bambini rom, in Francia la polemica dilaga attorno alla creazione di uno schedario di nome «Edvige». L’acronimo sta per «Sfruttamento documentaria e valorizzazione dell’informazione generale» e autorizza la schedatura dei minori a partire di tredici anni se sono «suscettibili di mettere a rischio l’ordine pubblico». Per la Lega dei diritti umani, questa riforma è «incompatibile cono lo stato di diritto». Si tratta, aggiunge l’organizzazione, di «individuare quelli che vengono etichettati in anticipo come futuri delinquenti. Il sospetta basta a giustificare la schedatura». Il principale sindacato di educatori ha dal canto suo denunciato «la concezione securitaria del governo», mentre il sindacato della magistratura chiama alla mobilitazione contro un dispositivo «di ispirazione anti-democratica» e sta esaminando «ogni forma di azione giuridica per impedire la sua applicazione».
Lo schedario conterrà dati personali come indirizzo, recapito telefonico ma anche i «segni fisici particolari» dei minori.
Secondo la ministra dell’interno Michèle Alliot-Marie, questo provvedimento è reso necessario dalla «recrudescenza della delinquenza dei minori» e dal fatto che la maggiore età penale è fissata dalla legge a tredici anni. Secondo la ministra, più del 48 per cento degli autori di furti con violenza sono minorenni e il 25 per cento degli stupratori anche.






