Il «lodo Alfano», come ormai è stata definita la norma che dovrebbe sospendere i procedimenti giudiziari nei confronti delle più alte cariche dello stato, inizia domani il suo iter parlamentare. I lodo sarà esaminato in mattinata durante una seduta congiunta delle commissioni giustizia e affari costituzionali della Camera. La velocizzazione dell’iter della norma potrebbe rendere effettivo uno «scambio» paventato da più parti: stralcio della norma blocca-processi dal pacchetto sicurezza, in discussione alla camera, in cambio dell’approvazione del lodo Alfano. La maggioranza vuole anticipare l’esame in aula del lodo rispetto al decreto legge contenete l’emendamento blocca-processi. Lo ha annunciato stamattina il ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito. Alle 20, stasera, è previsto un incontro dei capigruppo dei gruppi parlamentari alla camera che dovrà decidere quando calendarizzare il provvedimento. Il Pd, attraverso vari esponenti, ha fatto sapere che non ci sarà dialogo senza la rimozione dell’emendamento blocca-processi. Un centinaio di costituzionalisti hanno firmato un appello nel quale si accusa di incostituzionalità entrambe le norme.






