Il nuovo patto «militare» per la sicurezza di Roma

Il nuovo Patto per la sicurezza, riveduto e riscritto «militarmente», potrebbe essere approvato martedì prossimo: per la fase operativa è previsto uno stanziamento di 22 milioni di euro e l’utilizzo di 300 unità delle forze dell’ordine, tra le quali anche una quota di militari. Ovviamente tutti in giro armati per le strade della capitale. La data è stata ipotizzata al termine di un vertice che si è svolto in Campidoglio con il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e quello della Provincia Nicola Zingaretti. Grande escluso, il prefetto Carlo Mosca. Un’assenza definita strategica, visto che in ballo c’era anche la decisione di Alemanno di spostare la “cabina di regia” dalla prefettura al ministero dell’Interno, esautorando Mosca di ogni competenza e assegnando i compiti al generale Mario Mori. Ma viste le resistenze di Regione e Provincia, alla fine il gioco di mettere il Prefetto nell’angolo non è poi così riuscito. Mantovano è stato delegato a predisporre una bozza comune che terrà conto di tutti i contributi finora raccolti «partendo dalla proposta del prefetto Mosca», mentre la prefettura, con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, sarà il luogo di coordinamento del nuovo Patto.

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