«Se i tagli fossero confermati, vuol dire che quelle sulla sicurezza erano solo chiacchiere da campagna elettorale–ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni unendosi alla manifestazione dei sindacati di polizia e dei rappresentanti delle forze armate, stamattina a Montecitorio– Il presidente del Consiglio annuncia ripristini, vediamo se ci saranno. Se così fosse vorrebbe dire che la nostra battaglia è stata vinta». Così il leader del Pd cerca di mettere l’elmetto democratico alla protesta partita dai sindacati di polizia, per una volta uniti, e dal Cocer delle forze armate contro i tagli al «comparto sicurezza e difesa» previsti nel documento economico triennale, preparato dal ministro dell’economia Giulio Tremonti. Il documento, già approvato dalle commissioni bilancio e finanze della camera, dovrebbe essere votato in aula all’inizio della settimana prossima. La protesta di tutti i corpi armati dello stato, dai poliziotti ai forestali, dall’esercito alla polizia penitenziaria, nasce dai tagli previsti da Tremonti: 3,2 miliardi di euro in tre anni, secondo le proiezioni dei sindacati. Berlusconi, però, ha detto giovedì mattina che non ci saranno tagli e che anzi nella finanziaria saranno trovati 400 milioni di euro per la «sicurezza». In piazza, oltre a Veltroni, c’erano anche Pierferdinando Casini e Antonio Di Pietro.






