Una lettera aperta al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per contestare pubblicamente il piano sicurezza discusso e approvato dal consiglio comunale la scorsa settimana. L’iniziativa è stata promossa del comitato Madri per Roma città aperta, nata in seguito all’omicidio di Renato Biagetti, avvenuto dopo un concerto di musica reggae a Focene nell’estate del 2006, ad opera di due giovani del posto. «Abbiamo appreso dalla stampa il suo piano di sicurezza – si legge nella lettera – Abbiamo letto di 4000 pistole ai vigili urbani e di circa 300 militari distribuiti nelle periferie romane. E ancora sgomberi ai centri sociali. Il piano sembra indirizzato a controllare una parte della città che lei sente sua nemica. Anche il nostro comitato di si è costituito sul tema della sicurezza: un giovane ingegnere romano di 26 anni, Renato Biagetti, è stato accoltellato e ucciso dopo una serata musicale sul litorale romano».
«Ci farebbe piacere – conclude la lettera – se lei tentasse di risolvere il problema della sicurezza attraverso il confronto con le tante realtà sociali della nostra città. Le chiediamo di farci sentire sicuri in una ‘città aperta’, e non perché fuori nella strada ci sia un vigile urbano armato e un militare volontario nelle cui regole di ingaggio Baghdad o Roma sono considerati alla pari».






