Barboni, zingari, mendicanti, venditori ambulanti, prostitute, musulmani, omosessuali, extracomunitari, lavavetri, madri che permettono ai propri figli di frequentare ambienti «rifondaroli»…e chi più ne ha più ne metta.
Queste le più rinomate categorie considerate una seria minaccia per la sicureza sociale. Ma c’è chi già «rivendica» il primato di nemici del decoro urbano. Sono i punkabbestia. Con il loro caratteristico stile di vita all’insegna dell’essenzialità, sono da sempre accusati di sporcare le città, di produrre rumori molesti, di spaventare i passanti con i loro cani, le loro «bestie». Insomma, da sempre considerati indice di inciviltà.
Incivile è, invece, dal mio modestissimo [e giovanissimo] punto di vista, quanto accaduto la notte tra il 28 e il 29 agosto a Torre dell’Orso, località costiera prediletta dai turisti nella calda estate salentina. Incivile è andare in giro armati. Insultare un gruppo di punkabbestia romani. Scatenare una rissa. Aggredire uno di loro colpendolo alla testa con il calcio della pistola. E da quella pistola far partire, seppur accidentalmente, un proiettile che ha raggiunto una diciassettenne totalmente estranea alla lite. Con l’unica «colpa» di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il proiettile è entrato nella zona dell’inguine e si è fermato nel gluteo, trapassando tutto l’addome senza danneggiare organi vitali.
E incivili sono, a mio avviso, le dichiarazioni rilasciate al Corriere del Mezzogiorno dal sindaco di San Donato di Lecce, comune d’origine della giovane malcapitata. Veri e propri attacchi nei confronti dei punkabbestia. Responsabili, a suo dire, di portare «sporcizia e distruzione» ovunque.
Ignorando quello che fino ad ora sembra essere il vero responsabile della tragedia sfiorata: un salentino. Come lui. Come la sua giovane concittadina ferita. Incivile è alimentare pregiudizi e paure. Scatenando una sorta di «punkfobia».






