Alemanno non condanna il fascismo e Veltroni lascia il museo per la Shoah

«Nel discorso di Alemanno non c’è stata una condanna del fascismo. Penso che continueremo a parlarne». Sono sempre più tesi i rapporti tra la comunità ebraica di Roma e Gianni Alemanno. Il presidente Riccardo Pacifici, ieri, aveva chiesto al sindaco di Roma un chiarimento sulle sue affermazioni in merito al fascismo e alle leggi razziali. Un chiarimento che, secondo Pacifici, nel suo discorso per il 65.mo anniversario dell’inizio della Liberazione di Roma non si è esplicitato in una condanna del regime fascista. «Vogliamo mettere dei paletti ben fissi – ha aggiunto Pacifici – dicendo che non esiste un fascismo buono e uno cattivo. Quella ideologia ha portato alle leggi razziali. Punto e basta. Oggi più che mai i viaggi della memoria possono servire a chiarire anche questo».
Nel frattempo è di oggi la notizia che Walter Veltroni si dimette dal comitato per il museo della Shoah, del quale fanno parte, oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno, anche il presidente delle comunità ebraiche Renzo Gattegna e Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana. In queste ore, dal quartier generale del Pd, stanno partendo le lettere ai cinque membri del comitato direttivo della Fondazione Museo, con le quali il leader dei democratici spiega perché non può continuare un’esperienza che era stato lui stesso tra i primi a promuovere.

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