Mentre un ministro della Repubblica rivaluta i militari della Rsi e il sindaco di Roma parla di un ventennio «modernizzatore» rovinato «soltanto» dalle leggi razziali, la cronaca giudiziaria ricorda a tutti di che pasta sono fatti i nipotini del duce. Associazione a delinquere, lesioni, invasione di terreni o edifici, tentato incendio, violenza e minaccia a un pubblico ufficiale, devastazione e saccheggio, violazione della legge sulle armi, danneggiamento e rapina: sono questi i capi di imputazione per i quali la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di venti persone, protagoniste negli ultimi due anni di diverse aggressioni, assalti e intimidazioni.
Personaggi noti negli ambienti dell’estrema destra romana e delle curve, soprattutto di quella laziale [alcuni di loro facevano riferimento alla Banda Noantri, ora sciolta]. Si va dall’assalto al concerto della Banda Bassotti del giugno 2007 al tentato incendio di un campo rom nella zona di Tord di Quinto, dagli assalti alle caserme a seguito della morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, fino all’incursione nel locale Sally Brown, a San Lorenzo. La procura di Roma ha parlato di una «struttura criminale» trasversale, che aveva come punto di incontro piazza Vescovio, a pochi passi dalla sezione principale di Forza nuova. L’udienza preliminare si terrà il 20 ottobre prossimo. Quattordici dei venti indagati sono tuttora in stato di detenzione carceraria o presso il domicilio.






