Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl Carfagna che vieterà l’esercizio della prostituzione in strada, arriva una nuova proposta di legge, che dovrebbe integrare quella della ministra delle pari opportunità. La proposta, presentata dal senatore forzista Enrico Musso, ex candidato sindaco di Genova che in campagna elettorale aveva proposto di creare i «palazzi del sesso» – prevede il divieto di prostituirsi nei luoghi aperti al pubblico. O meglio – è questa la prima differenza rispetto al ddl Carfagna – intende dare ai comuni la possibilità di individuare strade dove relegare le prostitute. Ma non è finita qui. Il disegno di legge di Musso prevede che la prostituzione possa essere esercitata da persone maggiorenni «previa comunicazione al questore, con contestuale presentazione di certificato medico, rilasciato da struttura pubblica nei quindici giorni precedenti la comunicazione, attestante l’assenza di malattie sessualmente trasmissibili in capo al soggetto o ai soggetti interessati». Il questore provvederà ad iscriverle nell’apposito «registro istituito presso la questura». Addio quindi al divieto di schedatura per chi esercita la prostituzione. Il testo prevede anche visite mediche periodiche obbligatorie, vietate anch’esse dalla legge Merlin. La proposta di Musso non prevede, però, il carcere per chi si prostituisce in strada e per i clienti. Chi dovesse contravvenire a divieto rischierebbe «solo» una pesante multa.






