«Abdul è morto poche ore fa, a 19 anni, ucciso a colpi di spranga, era semplicemente uno dei tanti ragazzi che l’altra sera hanno trascorso o concluso il loro sabato sera allo spazio pubblico Leoncavallo: lui non ci è arrivato», così il centro sociale Leoncavallo in un comunicato diffuso ieri prima del presidio organizzato in serata in via Zuretti angolo via Zuccoli, nel punto dove domenica intorno alle 6 è stato ucciso a sprangate Abdul Salam Guibre. Un omicidio a sfondo razzista – come hanno dichiarato in molti – anche se il pm l’aggravante razzista non l’ha contestato nei confronti di Fausto e Daniele Cristofoli, che quindi sono accusati di omicidio volontario.
Amici, cittadini, si sono ritrovati insieme ieri per ricordare Abdul e nessuno di loro vuole sentir dire che il razzismo con la morte di Abdul non c’entra: «Come si fa a dire che non è stato un episodio di razzismo?», dicono. Insieme a loro le mamme antifasciste del Leo che hanno portato «fiori e le loro lacrime sul luogo dove si è consumano il suo orrendo assassinio».
Oggi invece sono iniziati gli interrogatori degli indagati – che da domenica si trovano agli arresti nel carcere di San Vittore – davanti al gip di Milano.
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