A Roma si misurano i primi effetti dell’ordinanza di Alemanno contro le prostitute. E misurare è la parola adatta, dato che il sindacato dei vigili urbani [Sulpm], tra i vari chiarimenti sull’ordinanza richiesti ad Alemanno, ha domandato anche «quanto corta si deve intendere una minigonna affinché si manifesti inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio». Il sindacato ha anche raccomandato alle donne che vivono a Roma di «non vestirsi in maniera succinta». O, «almeno», di «non passeggiare sullo stesso posto oppure dia non fermarcisi troppo a lungo».
Nel frattempo la crociata contro le lavoratrici del sesso è approdata in Campania. A Capua è ora «negoziare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento» in luogo pubblico o «intrattenersi con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada». A Napoli, nei giorni scorsi, l’assessore agli affari legali Luigi Scotti ha annunciato di voler punire writers, senza fissa dimora, questuanti e naturalmente prostitute e clienti. Domani pomeriggio, presso la sede di Gesco, l’associazione Cantieri sociali insieme ad altre organizzazioni ha indetto un’assemblea pubblica «per discutere del pacchetto sicurezza proposto dall’Amministrazione comunale e delle iniziative per contrastarlo».






