Milano si indigna, per Abdul e contro il razzismo

Milano reagisce, rompe la cappa di ipocrisia razzista e mostra rabbia e indignazione di fronte all’omicidio xenofobo di Abdul Guiebre. Della vernice bianca e una bottiglia di vetro contro il bar «Shining» di Milano i cui proprietari, Fausto e Daniele Cristofoli, sono in carcere per l’omicidio di Abdul Guiebre. E’ stato il culmine del corteo organizzatoquesta mattina dal Coordinamento dei collettivi studenteschi che ha sfilato senza tensione, né incidenti. Solo con una sana rabbia, in risposta a un assurdo crimine.
Sono gli stessi organizzatori a raccontare che «al termine del corteo, in via Zuretti, l’indignazione degli studenti è esplosa: con secchi di vernice abbiamo lasciato un segno sul bar degli assassini di Abba, ribadendo ulteriormente che in questa tragedia non si può non parlare di razzismo, di ignoranza e delle politiche locali e nazionali che fomentano continuamente un clima di odio e di intolleranza». Centinaia di persone che da largo Cairoli hanno raggiunto via Zuretti, dove il diciannovenne originario dl Burkina Faso è morto domenica scorsa. Alla manifestazione ha partecipato anche la sorella di Adbul, che ha sfilato con una maglietta bianca con impressa la foto di Abdul e la scritta «Addio fratello». E «Abba vive» o «Siamo tutti Abba» sono stati gli striscioni sventolati dai tanti ragazzi. Sull’asfalto molte scritte per «non dimenticare e dire stop al razzismo», mentre ad aprire il corteo c’era un luogo striscione: «Dai pacchetti sicurezza ai tagli alla scuola fermiano le politiche dell’ignoranza contro razzismo e paure». Alla fine la sorella di Abba ha preso la parola per chiedere a chiunque ha assistito alla scena del delitto di farsi avanti. L’appuntamento per ricordare Abdul è tra due giorni, con il corteo cittadino che partira’ da Porta Venezia.
«Abdul è stato ucciso per niente o per futili motivi, come dice l’arido linguaggio della magistratura – si legge nel comunicato che indice la manifestazione fiormato da centinaia di persone tra cui don Gino Rigoldi, Moni Ovaia, Dario Fo, Franca Rame, Renato Sarti, Nico Colonna, Paolo Rossi – Chi ha preso la spranga non l’ha fatto per paura o per legittima difesa, ha commesso un delitto a sfondo razzista, mosso da odio e rancore, considerandosi legittimato dal sentire intollerante, sciaguratamente diffuso. Questa Milano non ci appartiene. Non ci appartengono la violenza e il razzismo che si manifestano sempre più apertamente, in uno stillicidio di episodi quotidiani di intolleranza di cui sono vittime donne e uomini, quasi sempre inermi. La dilagante campagna razzista e la costruzione del nemico ‘altro’ diventano funzionali a nascondere la questione politica della sicurezza sociale, della coesione e della giustizia sociale per tutti. L’altro e il diverso vengono additati quali cause del malessere sociale ed esistenziale. Il potere e lo sfruttamento si alimentano anche in questo modo».
Pronta è arrivata la risposta della Lega, che ha stigmatizzato la protesta di oggi antirazzista parlando i misteriosi «disordini». «I disordini avvenuti durante il corteo organizzato dagli studenti sono l’esempio lampante di come l’odio fomentato dall’estrema sinistra contro un movimento politico e contro degli onesti amministratori, possa influenzare negativamente la parte più giovane della nostra società – afferma il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, Davide Boni – Scendere in piazza, strumentalizzando un tragico fatto di cronaca e paventando un allarme ‘razzismo’ inesistente, è solo un metodo per alimentare una tensione sociale d’altri tempi».
Per scaricare materiali e avere aggiornamenti sulle giornate dell’indignazione, collegatevi a www.abbavive.blogspot.com, il blog aperto dagli amici di Abba di Cernusco sul Naviglio e a www.globalproject.info.

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