Le parole di Fini volevano chiudere una volta per tutte il dibattito sulla natura «democratica e antifascista» della destra italiana di governo. In realtà hanno amplificato gli umori profondi di un partito [An] e della sua organizzazione giovanile [Azione giovani] saldamente ancorati al fez e all’olio di ricino. E così a Roma, laboratorio della «destra radicale», si assiste a un ritorno senza precedenti dei gruppi neofascisti.
Questa mattina diversi quartieri romani -fra i quali le zone Trieste-Salario e piazza Bologna – si sono risvegliati con i muri tappezzati di manifesti a sfondo nero con sopra una scritta in carattere bianco: «Io ho il cuore nero, me ne frego e sputo in faccia al mondo intero». Nessuna firma, eccezione fatta per una grande croce celtica alla fine della frase. Le parole fanno parte di una canzone del gruppo 270 bis, resa celebre dal documentario «Nazirock». In quelle riprese, a cantarla, c’era Martin Avaro, dirigente nazionale e responsabile romano di Forza nuova, tra i responsabili dell’aggressione contro gli studenti della Sapienza del giugno scorso.
«L’iniziativa nasce da ambienti vicini al nostro partito – ha detto Avaro – Fini sarà contento di vedere quei manifesti visto che quella canzone è stata scritta da Marcello De Angelis, senatore della repubblica eletto tra le fila di An». Sempre in mattinata, un gruppo di circa 30 militanti di Casa Pound e Blocco Studentesco ha occupato la sala consiliare del Municipio XX, guidato da una giunta del Pdl [che al ballottaggio ha avuto il sostegno della «destra radicale»], dove era stata convocata la seduta straordinaria del consiglio per approvare il Piano regolatore sociale. Il gruppo neofascista era guidato dal consigliere Andrea Antonini, eletto nelle liste de La Destra e membro di Casa Pound. Al centro della protesta, secondo Casa Pound, l’approvazione del Piano regolatore sociale da 7 milioni di euro che «sta avvenendo senza un adeguato approfondimento e dibattito nel consiglio». In realtà, l’azione di oggi nasce con l’obiettivo di ottenere una quota di finanziamenti per l’ultima occupazione «non conforme», quella di Area19, nella ex stazione ferroviaria di Vigna Clara, nel municipio XX.
Questo è solo l’ultimo scontro della guerra nella destra romana dopo il risultato deludente delle elezioni comunali. Da allora, la lista comune tra Storace e Fiamma Tricolore ha subito due scissioni: Casa Pound, guidata da Gianluca Iannone, è uscita dalla Fiamma e tenta un progetto «autonomo»; dall’altra parte, Casa Italia Prati di Giulio Castellino ha dato vita all’Area Identitaria, e recentemente confluita dentro il Pdl romano. Alla faccia di Fini e del suo «antifascismo».






