«Il piano casa del governo è da buttare»: è netto il giudizio dei movimenti di lotta per la casa sui provvedimenti in materia di politiche della casa ed emergenza abitativa annunciati dal governo. Misure che vanno nella direzione opposta rispetto alla legge dell’ex ministro Ferrero varata a febbraio del 2007. La legge 9 sanciva una proroga sugli sfratti in esecuzione con scadenza al 15 ottobre e costringeva i comuni a forte densità abitativa a varare un piano per l’edilizia entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge. Anche il piano casa del comune di Roma, presentato nei giorni scorsi dalla giunta, non rilancia l’edilizia pubblica ma prevede soltanto la formula dell’housing sociale: ai privati è consentito di costruire su nuove aree, per poi affittare gli immmobili a prezzi leggermente inferiori a quelli di mercato.«Le sentenze di sfratto sono 7 mila – ha commentato Andrea Alzetta, capogruppo comunale della Sinistra arcobaleno – Di queste, i 3 mila in esecuzione allo scadere della proroga del prossimo 15 ottobre». Secondo Action ed Alzetta occorre «un’ordinanza di blocco degli sfratti concordata con il prefetto e il varo di un vero piano cittadino pubblico per la casa».
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