Dopo la disinformazione delle prime ore, finalmente comincia a trapelare la verità attorno alla strage di Castel Volturno. Quello che dapprima era stato descritto come un «regolamento di conti tra extracomunitari» e che poi era diventata una esecuzione del clan dei casalesi contro «un gruppo di africani che voleva spacciare droga per conto proprio», si è trasformato [come si apprende dalle indiscrezioni degli inquirenti] in un pezzo di una vera e propria strategia terroristica della camorra contro le migliaia di africani che vivono e lavorano nel territorio del casertano. Persone che vengono considerate ormai incontrollabili dai clan e che in effetti sono un corpo estraneo rispetto al clima di omertà che regna da queste parti. Per la prima volta, inoltre, qualcuno non ha reagito a un’aggressione armata chiudendosi nel silenzio e abbassando la testa o [peggio ancora] pianificando sanguinose vendette, ma protestando in piazza a volto scoperto. I benpensanti si scandalizzano per qualche vetro rotto e non notano la civiltà delle menifestazioni di Castel Volturno.
Ciò nonostante, il governo [tra i quali figura ancora un sottosegretario che avrebbe fatto affari coi casalesi, riciclando rifiuti tossici e seppellendo fusti in giro per la Campania] ne ha approfittato oggi per puntare il dito conto l’«emergenza clandestini», mettendo sullo steso piano le vittime della strage dello scorso venerdì con i mandanti. Così, quest’oggi, il consiglio dei ministri ha dato il via libera all’invio per tre mesi di 500 militari nel casertano. Ci saranno inoltre dieci nuovi centri accoglienza in altrettante regioni, mentre sono stati varati due nuovi decreti legislativi in materia di asilo e di ricongiungimenti familiari. Roberto Maroni, ministro dell’interno, al termine del Consiglio dei ministri spiega ai giornalisti le decisioni prese dal governo. «Nel 2007 – ha spiegato – da gennaio a fine settembre sono giunti in Italia 14.200 immigrati; nello stesso periodo del 2008 ne sono arrivati 23.600, con un aumento del 60 per cento. Abbiamo quindi individuato le dieci regioni, che ne erano sprovviste, dove costruire i nuovi centri per gli immigrati». Maroni ha spiegato inoltre che la Commissione europea ha dato il via libera a due decreti legislativi, quello per i richiedenti asilo e quello relativo ai ricongiungimenti familiari. Come ha poi spiegato il ministro della difesa La Russa, «nessun militare dei tremila che pattugliano le città o che sono destinati ai controlli nei punti sensibili viene spostato per essere utilizzato in Campania. I 500 decisi dal Consiglio dei ministri sono in più rispetto ai tremila che già operano nelle città. La copertura finanziaria c’è si basa sul risparmio effettuato nell’utilizzo dei tremila militari nelle città».
Nei prossimi giorni i due ministri si incontreranno nuovamente per decidere l’impiego dei 500 militari. La Russa ha comunque anticipato che la maggior parte di questi militari verrà utilizzata in posti di controllo sul territorio. Il titolare della difesa ha inoltre annunciato che dai controlli sulle malattie dei dipendenti della pubblica amministrazione sono stati esclusi i militari. Le vicende legate alla strage di Castel Volturno saranno affrontate domani dallo stesso Maroni, in aula al Senato. Lo ha annunciato egli stesso al termine del Consiglio dei ministri, dicendosi peraltro «sconcertato dalle prese di posizione del segretario del Pd, Walter Veltroni, che ha chiesto conto al governo di come era possibile che l’uomo arrestato fosse ai domiciliari. E’ chiaro a tutti che non è il governo che concede i domiciliari ma la magistratura». Ancora una volta, insomma, l’opposizione del Pd sbaglia bersagliop, e offre al governo l’occasione per restringere le libertà e le misure alternative al carcere.
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