Giornata di mobilitazione per il diritto alla casa

Il Blocco precario metropolitano ha occupato questa mattina un edificio vuoto a Roma, in via dei Castani. L'iniziativa fa parte di una giornata di mobilitazione per chiedere più edilizia residenziale pubblica.

Questa mattina i Blocchi precari metropolitani sono entrati nello stabile di via dei Castani 44, uno dei tanti edifici vuoti di Roma regalati alla rendita immobiliare, chiedendo l’apertura di un tavolo di trattativa con il Municipio VII e la proprietà. «Siamo lavoratori, precari, studenti, disoccupati che hanno deciso di non farsi strozzare da un affitto impossibile o da un mutuo da strozzini – affermano Unders/Blocchi precari metropolitani e Asia Rdb – Questo scenario drammatico è il frutto delle politiche urbanistiche delle giunte Rutelli e Veltroni, subalterne agli interessi della rendita immobiliare. Scelte confermate dal neo sindaco Alemanno che, messa da parte la demagogia elettoralistica, si è subito allineato agli interessi dei privati e della speculazione. La promessa di 40 mila alloggi popolari è rimasta nel cassetto. In cambio, però, Alemanno e la destra hanno aperto la caccia contro poveri, emarginati, chi vive il disagio sociale. Con la scusa della ‘sicurezza’ vogliono colpire i diritti e le libertà di tutti».

L’edilizia residenziale pubblica soddisfa solo il 4 per cento degli aventi diritto. Dal 2001 ad oggi sono stati assegnati solo poche centinaia di alloggi a fronte di oltre 30 mila domande di casa popolare. L’aumento degli affitti sta provocando un’ondata di sfratti per morosità e dal 15 di ottobre anche le categorie cosiddette protette saranno a rischio. Le dismissioni immobiliari avviate dai gruppi assicurativi, fondi di investimento e fondazioni come Enasarco [17 mila alloggi messi in vendita a prezzi di mercato] stanno allargando l’emergenza abitativa a settori sociali che sembravano garantiti. «L’iniziativa di oggi – hanno detto i movimenti – vuole rilanciare la campagna di censimento dal basso degli alloggi inutilizzati a Roma».

Blocchi precari metropolitani e Asia-Rdb chiedono lo stop degli sfratti e degli sgomberi, il recupero degli alloggi inutilizzati [270 mila solo a Roma], il rilancio dell’autorecupero [«il cantiere di via dei Lauri deve essere riavviato con urgenza»], la destinazione all’emergenza abitativa delle aree dismesse, del patrimonio demaniale e delle caserme. Il presidente del municipio VII, Roberto Mastrantoni, ha incontrato in tarda mattinata gli occupanti e ha deciso di presentare una risoluzione di appoggio alle loro richieste, impegnandosi a inserire l’immobile nel tavolo di trattativa aperto dal prefetto Mosca sul censimento degli immobili vuoti. Le richieste verranno portate all’attenzione del Prefetto sabato prossimo.

Nel frattempo, oltre 400 famiglie del Coordinamento cittadino lotta per la casa e del Comitato obiettivo casa hanno occupato oggi l’assessorato comunale al patrimonio «per protestare contro i ritardi della nuova giunta nel procedere alla consegna di 246 alloggi popolari già assegnati nel quartiere di Ponte di Nona». Gli occupanti hanno ottenuto un incontro con il gabinetto del sindaco e l’Ufficio speciale casa, al termine del quale è stato deciso, domani, di inviare una lettera all’Ater per l’assegnazione di 259 alloggi a Ponte di Nona. Le assegnazioni vere e proprie cominceranno lunedì. Durante l’incontro, si è parlato anche del destino dell’ex-ospedale Regina Elena, occupato da mesi da 300 senza casa. «L’amministrazione ha ribadito la volontà di liberare la struttura e la ricerca di una soluzione per le famiglie – hanno detto ancora i manifestanti – anche se volessero trasferirli in qualche residence, vogliamo garanzie sull’assegnazione definitiva di un alloggio».

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