Segnalo un problema, ai deputati che ieri hanno approvato la mozione – presentata dalle Camicie Verdi leghiste – secondo cui i bambini stranieri andrebbero collocati in speciali classi. Un mio amico senegalese, alto e nerissimo, ha sposato una romana bianca e bionda, e hanno due figli. Un altro mio amico ha adottato un bambino brasiliano. Una persona cui sono molto vicino è felice nonna di una nipotina di origine albanese. Una signora bulgara che conosco ha avuto due bambini con un rumeno conosciuto qui, i piccoli sono nati in Italia e portano nomi italiani, oltre a parlare la lingua come qualunque scolaro italiano. Come si farà a stabilire la «nazionalità» o «etnia», o per essere più espliciti la «razza» di questi bambini? Sono senegalesi, brasiliani, albanesi e bulgaro-romeni [balcanici] o italiani? Abdul, nato da genitori del Burkina Faso in Italia e ammazzato da due razzisti qualche tempo fa a Milano, in che classe sarebbe finito? Uno come Barack Obama, probabile prossimo presidente degli Stati uniti e figlio di un keniano nero e di una statunitense bianca, fosse stato bambino in Italia di questi tempi sarebbe stato iscritto alle classi bianche o a quelle degli intrusi? E il centravanti dell’Inter, Mario Balotelli, di origine africana, adottato da una famiglia bresciana e che ha ottenuto la cittadinanza solo quando ha compiuto i 18 anni, sarebbe stato segregato oppure no?
Una lettrice, Eliana, ci ha scritto che questi leghisti e compari sono matti: vogliono istituire nella scuola i Cpt [classi di permanenza temporanea]. Ed effettivamente è una faccenda idiota, come un grosso rutto di quelli che con cui i maschi patriarcali di un tempo comunicavano la soddisfazione per un pranzo abbondante. Oggi una cosa del genere ci imbarazza e fa un po’ schifo.
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