Il 22 novembre a Roma c’è la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne, corteo autorganizzato e nazionale [si parte da piazza della Repubblica alle 14]. Inizia a girare in rete l’appello di «Sommosse – Rete nazionale di femministe e lesbiche» a cui è possibile aderire [sommosse_roma@inventati.org]. Si intitola «Indecorose e libere».
«La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo». Un anno fa, sempre a Roma, c’è stata la prima manifestazione, anche quella rigorosamente autorganizzata, e parteciparono 150 mila donne da tutta Italia che diedero vita a una giornata straordinaria. «I governi cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano», si legge ancora nell’appello. «In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria, sessista e razzista del nostro paese». La violenza è «legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del ‘decoro’ e della ‘dignità’ […]. La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale. Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero emilitarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza».
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