Domani il Sommovimento di nuovo in piazza

Come il 24 novembre dell’anno scorso, domani Roma sarà attraversata da un fiume di donne che si sono nuovamente date appuntamento per protestare contro la violenza maschile. L’appuntamento, lanciato lo scorso giugno a Bologna da Sommosse, la rete nazionale che raccoglie gruppi, associazioni, singole femministe e lesbiche, è alle 14 in piazza Esedra. A Roma arriveranno manifestanti da tutta Italia: sono previsti treni e pullman da Bologna, Firenze, Mantova, Milano, Perugia, Napoli, Palermo [tutte le informazioni su http://flat.noblogs.org]. Ad aprire la manifestazione di domani, che terminerà a piazza Navona, uno striscione che riporterà lo slogan deciso durante l’assemblea nazionale che si è tenuta a Roma il 18 ottobre: «Indecorose e libere». Sono moltissime le adesioni all’appello stilato in quell’occasione, che a partire dall’analisi delle molte forme di violenza contro le donne, critica il ddl Carfagna sulla prostituzione, i tagli al welfare, alla scuola e all’università e la legge Gelmini.
Saranno diversi gli spezzoni della manifestazione di domani. Le «donne in onda» della Sapienza di Roma hanno lanciato l’idea di uno spezzone nazionale di studentesse, ricercatrici e dottorande. «Dobbiamo e vogliamo mettere in gioco i nostri desideri e le nostre rivendicazioni – scrivono le donne in Onda – Non vogliamo pagare noi la crisi, non vogliamo rispondere all’appello al sacrificio, non vogliamo delegare a nessuno le decisioni sul nostro presente e sul nostro futuro, non vogliamo subire un controllo sempre più pervasivo». Il corteo ha ricevuto anche l’adesione delle «compagne di Facciamo breccia», che, nell’annunciare che parteciperanno alla manifestazione, specificano di ritenere «necessario un posizionamento dichiaratamente antifascista dei movimenti – e in particolare del movimento femminista e lesbico. Sappiamo bene quale legame di necessità intercorra tra fascismo e sessismo: il mantenimento violento del sistema patriarcale e del suo controllo sulle sessualità e la sottomissione di un genere all’altro, che ha implicite in sé l’accettazione, la connivenza e la perpetuazione della violenza maschile su donne e lesbiche». Alla manifestazione parteciperanno anche le donne della Fiom, che fanno sapere che «le metalmeccaniche sono parte dell’impegno del movimento femminista a denunciare, contrastare, rimuovere, tutte le forme di violenza sulle e contro le donne». Anche quest’anno saranno presenti le donne native e migranti dell’associazione interculturale «Trama di terre» di Imola e diversi centri antiviolenza [Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, Centro donna L.I.S.A di Roma, associazione Goap di Trieste, associazione SosTegno di Roma]. La manifestazione di domani si concluderà in piazza navona con performance e musica [suonerà la cantautrice Eli Natali].
Dopo la manifestazione, prendendo in parola l’anarchica femminista Emma Goldman [«se non posso ballare, non è la mia rivoluzione»], le «sommosse romane» hanno organizzato una festa presso il centro femminista separatista della Casa internazionale delle donne [a partire dalle 21.30]. Le iniziative sulla violenza cotro le donne continueranno anche nei giorni seguenti. Domenica, presso la sede di Carta, il gruppo Maschile plurale ha organizzato un incontro dal titolo «Che genere di violenza» [partecipano Smaschieramenti, Sconvegno, Intercity-intersex, Sui Generis] per riflettere sul genere maschile e sulla violenza contro le donne. Il 25 novembre – giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a Bologna è prevista un’assemblea in piazza Nettuno per discutere del tema. A Orvieto le donne dell’associazione «L’albero di Antonia» hanno organizzato un’iniziativa a cui parteciperà Siusy Bladi. A Marino [Roma] è prevista una cena sociale «a tema».

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