Stanotte quelli del centro sociale il Cantiere di Milano hanno attaccato in giro per la città ben cinquanta striscioni «per non
dimenticare la morte inaccettabile di Stefano Cucchi», deceduto il 22 ottobre all’ospedale Sandro Pertini di Roma, dove era stato trasferito dal carcere con ecchimosi in varie parti del corpo e due vertebre rotte. Era stato arrestato il 15 ottobre per il possesso di 20 grammi di hashish. Le foto dei vari striscioni, appesi nella centrale piazza XXIV Maggio, su cavalcavia, ponteggi e persino su un distributore di benzina, si possono vedere sul sito del Cantiere. «Si agita lo spauracchio della sicurezza e della tolleranza zero contro ogni diversità in deroga a ogni diritto e poi – scrivono quelli del Cantiere – si tollera che nelle carceri e nelle strade vengano uccisi ragazzi inermi da parte delle autorità poliziesche».
Stamattina, intanto, il presidente della camera Fini ha ricevuto a Montecitorio i familiari di Stefano Cucchi. Sempre oggi, in commissione giustizia alla camera, si è discusso l’interrogazione della deputata Rita Bernardini [Radicali-Pd] sull’accaduto. Sabato 7 novembre corteo cittadino per chiedere verità e giustizia: appuntamento al parco dell’Acquedotto alessandrino alle 17. Il corteo attraverserà il quartiere di Stefano, Torpignattara.
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