Kassim Britel di nuovo in sciopero della fame

Da martedì 24 novembre Abou Elkassim Britel, cittadino italiano detenuto ingiustamente in Marocco, è di nuovo in sciopero della fame. Kassim – così lo chiamano i suoi amici – ha deciso di rifiutare il cibo, assieme ad altri 26 detenuti islamisti del carcere di Oukasha, in Marocco, per protestare contro i continui abusi a cui sono sottoposti nella prigione i detenuti islamisti. L’ultimo episodio è avvenuto all’inizio della settimana: le guardie hanno perquisito le celle, sequestrando effetti personali e cibo portato dalle famiglie. Hanno lasciato in uno stato pietoso il reparto, dove i detenuti provvedono da soli alla pulizia. Kassim è a Oukasha per scontare quello che resta di una sentenza a nove anni di prigione, maturata dopo un processo farsa in cui Kassim, cittadino italiano, si è trovato accusato di terrorismo. La sua storia, di cui sono occupati il parlamento europeo e le principali associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani, è emblematica: con la piena consapevolezza delle autorità italiane, Kassim, arrestato in Pakistan nel 2002, è finito nel triatacarne del sistema delle extraordinary rendition organizzato dalla Cia, è stato torturato più volte. Su di lui, a Bergamo, era stata aperta un’indagine per terrorismo nel 1999, indagine poi archiviata senza alcuna condanna nel 2006.

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