Ci sarà tempo fino al pomeriggio di lunedì per correggere o almeno limitare il nuovo taglio ai contributi pubblici diretti per i giornali cooperativi e quelli «politici». Il taglio, imposto dal ministero del tesoro, era stato annunciato nei giorni scorsi con dimensioni tali da minacciare l’esistenza di molte testate cooperative, come ad esempio «il manifesto» e «Carta», e perfino quella dei giornali di partito.
Le reazioni immediate, a cominciare dallo sciopero ipotizzato dalla Federazione nazionale della stampa, sembrerebbero aver convinto il governo a spuntare le sue forbici o a modificare ragionevolmente l’indirizzo del risparmio nei confronti dei contributi indiretti, quelli spartiti in gran parte dai colossi editoriali. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Ricardo Levi, autore di un disegno di legge che potrebbe completare il suo iter nel corso del 2008, scriverà prima di lunedì un nuovo testo da inserire nel decreto collegato alla Finanziaria.
Poi, forse, si potrà cominciare a discutere seriamente di una vera riforma che non sia segnata solo dall’impellenza di ridurre le spese.






