Il manifesto ha chiesto alla società di certificazione e revisione Practice Audit di analizzare la situazione economica della cooperativa e alla Banca della solidarietà di valutare possibili strategie per migliorare la diffusione del quotidiano. Lo annuncia un articolo in prima pagina del manifesto di oggi dal titolo «La prossima sfida del manifesto», il cui difficile momento preoccupa molti, anche perché la tutela dell’informazione indipendente non sembra una priorità della politica e dei movimenti. «Per conseguire i nostri scopi–si legge nell’articolo–abbiamo la necessità di diventare anche un’azienda», cioè un’organizzazione più efficiente, con ruoli e funzioni meglio definiti, in grado di eliminare sprechi e recuperare risorse. Il manifesto invita anche lavoratori, intellettuali, sindacalisti, insegnanti, studenti, professionisti, artisti e tanti altri a partecipare alla discussione sulle «idee e sulle ragioni del nostro futuro». «Con tale progetto–si legge ancora nell’articolo–complessivo e analitico che renderemo ovviamente pubblico, intendiamo affrontare adeguatamente i problemi, economico-finanziari ed editoriali». Infine, i pezzo conferma che dopo trentasei anni la redazione si prepara a lasciare la sua storica sede di via Tomacelli, «per una nuova sede meno costosa».
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