Le prospettive di vendita dell’Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, sono reali e piuttosto immediate. Acquirente sarebbe la famiglia Angelucci, già proprietaria di Libero e del Riformista. Ragione che ha portato la redazione del giornare ad entrare in sciopero: domani l’Unità non sarà in edicola. La prospettiva della vendita agli Angelucci da parte di Marialina Marcucci – presidente della Nie che mette sul mercato le proprie azioni – era sul piatto già da tempo, ma ora si parla di una data tra il 18 e il 20 dicembre per formalizzare la cessione. Di qui la mobilitazione dei giornalisti, che a gran voce chiedono che la vendità del giornale non sia solo «un’operazione di mercato». L’Unità è parte integrante della storia della sinistra e chi lo compra deve saperlo, spiegano. Nel frattempo Marcucci fa sapere dell’esistenza di un’altra possibilità: l’ingresso di un nuovo socio, la cui identità non viene rivelata, che immetterebbe capitali freschi. Ma la redazione, sfiduciata, pensa che si tratti solo di un mod per prendere tempo. E comunque, se la prossima settimana la vendita sarà formalizzata, è già pronto un pacchetto di mobilitazioni e scioperi.






