Nasce a Città della Pieve la rete della slow press italiana

Dal 31 maggio al 2 giugno, decine di giornali periodici locali si sono incontrati in provincia di Perugia per il Forum di Cronache italiane. Un'occasione per fare rete e parlare dei problemi della stampa indipendente locale, antidoto all'oligopolio informativo.

Si è conclusa con la nascita dell’associazione che raccoglie 14 testate periodiche di tutta Italia la seconda edizione di Cronache Italiane, Forum della stampa periodica locale che si è tenuto a Città della Pieve, in provincia di Perugia, dal 30 maggio al 2 giugno. Primo atto del neonato sodalizio, la presentazione di un sito internet comune da far diventare un vero e proprio portale informativo nazionale costruito dal basso, con i contributi delle redazioni delle testate locali fondatrici [l’Altrapagina di Città di Castello, associazione MenteGlocale di Perugia, Boulè quaderno di studi e Diogene laboratorio di Boiano, Il Bene comune di Campobasso, Il Galletto di Borgo San Lorenzo, Il Granchio di Anzio, La Riviera di Siderno, Primapagina di Chiusi, Questotrentino di Trento, Qui di Ravenna, Quindici e Quindici online di Molfetta e Risonanze di Perugia]. Il sito internet della «slow press italiana» sarà, secondo i promotori, «una risorsa per promuovere le singole testate e favorirne la messa in rete anche in termini di pubblicità e di assistenza legale». Parlando di prospettive future, è stata accolta con interesse la proposta, presentata dal mensile molisano «Il bene Comune», del progetto Canale zero, un format televisivo costruito dal basso sia economicamente [con un’iniziale sottoscrizione popolare] sia per i contenuti.
Sono stati oltre cinquanta i giornalisti, provenienti da tutto il Paese, che hanno partecipato agli incontri e ai dibattiti previsti nel programma del Forum, per un totale di 65 testate locali. Ciò che è emerso fin dalle prime battute dell’incontro, dedicato proprio all’assetto da dare alla rete della «slow press», è stata la necessità – meglio dire l’urgenza – di trovare strumenti condivisi per affrontare i problemi che affliggono l’informazione «di prossimità» nelle diverse regioni italiane. Distribuzione, raccolta pubblicitaria, tutela legale, promozione, apertura alle giovani generazioni: questi i problemi principali, ben rappresentati dalla stessa evoluzione del Forum. Rispetto all’anno scorso, infatti, più di una testata ha chiuso o ha dovuto rinunciare a partecipare per questioni di bilancio, pochi erano i giovani e il clima che si respirava oscillava in alcuni casi tra il rassegnato e il reducistico. Di positivo, sicuramente, c’è lo sforzo per darsi e dare un futuro all’informazione non omologata, radicata nel territorio ed estranea alla grandi concentrazioni editoriali: un’idea di giornalismo «altro» rispetto ai mass media nazionali, non ridotto alla semplice declinazione, in forma diversa, delle medesime veline o fonti. Un giornalismo «altro» che deve trovare in sé, e nelle nuove tecnologie, le risorse per andare avanti. Non che il sito internet sia di per sé la soluzione di tutti i mali – come hanno sottolineato anche i promotori del progetto – ma può e deve rappresentare un mezzo a basso costo per far conoscere e appassionare i giovani a un giornalismo diverso e in via di estinzione.
Intanto, e da subito, il sito non sarà solo un portale di news, ma anche uno strumento di discussione senza preconcetti su informazione, legalità ed economia sostenibile, i tre temi individuati come linee guida per la seconda edizione di Cronache Italiane. Accanto agli incontri più tecnici, infatti, nell’ambito del Forum si sono tenuti anche appuntamenti di più ampio respiro, come l’incontro dedicato al binomio legalità e informazione: davanti ad una platea composta prevalentemente dai giovani studenti del liceo scientifico «Calvino» di Città della Pieve hanno raccontato la propria testimonianza ed esperienza Giovanni Impastato [Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato onlus], Riccardo Orioles [tra i fondatori de I Siciliani e attualmente direttore Casablanca – Catania], Massimo Pumilia [L’oppresso – Napoli], Monica Centofante [redattore antimafiaduemila.com], Milica Ostojic [corrispondente stampa estera], Luigino Scricciolo [autore di «Venti anni in attesa di giustizia»], Armando Bennati [Confesercenti Siena – Osservatorio antiusura] e Andrea Cinquegrani [direttore la Voce della Campania e le Voci delle Voci]. Lunedì 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica e del sessantesimo compleanno della Costituzione, sono invece intervenuti Paolo Rossi Barnard [giornalista ed ex redattore di Report], Cristiano Draghi [giornalista di Prima Comunicazione e autore del «Manuale per difendersi dai giornalisti»], Lelio Grassucci [presidente Mediacoop], Paolo Scandaletti [giornalista e docente della Luiss] e Claudio Carnieri [ex presidente della Regione dell’Umbria]. Due incontri che hanno toccato temi vicini a chi cerca di fare del giornalismo indipendente il proprio mestiere. Perché le pressioni della malavita e della malapolitica si sentono a Catania come a Chiusi e perché la «censura legale» colpisce giornalisti affermati e redattori di provincia. Perché i problemi sono gli stessi e c’è l’urgenza di affrontarli insieme per non ritrovarsi sempre di meno, nel 2009 a Città della Pieve, reduci di un’informazione che non c’è più.

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