Fossimo in uno di quei telefilm statunitensi zeppi di morti ammazzati, di autopsie e di poliziotti, ad esempio Csi Miami, la scientifica troverebbe molto facilmente gli indizi utili a risalire al colpevole. Chi sta tentando di ammazzare i giornali cooperativi e politici? Tremonti Giulio e la sua banda berlusconiana. L’abolizione del cosiddetto «diritto soggettivo» è una misura sadica. Quel che il governo dice è «vi daremo anche dei soldi, però decidiamo noi quanti, e lo facciamo in modo da impedirvi di ottenere un’anticipazione dalle banche e di poter certificare il bilancio». In sostanza: Carta, come tutti i giornali cooperativi, è tecnicamente defunta, al momento.
Però farci ammazzare da un qualunque Tremonti ci fa proprio incazzare [scusate la parola], e siccome non pensiamo che il nostro giornale [settimanale e sito] sia una buccia inutile, proporremo a chiunque abbia percepito anche solo una volta l’esistenza di Carta [come i 4 mila che hanno comprato fin qui le magliette Clandestino o i due o trecentomila che ogni mese visitano il sito] di fare tra noi un patto. Crediamo fermamente di avere il diritto di esistere. Però abbiamo anche un dovere: dimostrare a noi stessi, e anche a Tremonti, che siamo in grado di reggerci sulle nostre gambe. C’è qualcosa di strutturale da cambiare nel nostro modo di essere «giornale» e di chiedere il sostegno altrui. E c’è qualcosa di malato nel rapporto tra distribuzione in edicola, abbonamenti, pubblicità, carta stampata e sito internet. Magari si tratta di puntare tutto sugli abbonamenti, chissà. O anche di aumentare il lavoro, la qualità, la tempestività di quel che facciamo in internet, scommettendo sul fatto che i molti lettori on line si tramuteranno prima o poi in guadagni [abbonamenti, pubblicità…]. Vi terremo informati.






