La commissione bilancio della Camera inizia oggi l'esame dei tagli con cui il ministro dell'economia cerca di accoppare l'editoria indipendente, di idee e delle minoranze.
La Commissione bilancio della Camera dei deputati inizia oggi a discutere dei fondi che nella Finanziaria dovrebbero essere riservati alle sovvenzioni pubbliche per l’editoria. Sono i fondi che il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha deciso di tagliare nel suo decretone fiscale estivo che ha decurtato i contributi diretti, quelli destinati in massima parte ai giornali cooperativi, di idee e delle minoranze.
Proprio per sensibilizzare i deputati della Commissione bilancio, il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni ha scritto una lettera al presidente della Commissione, Giancarlo Giorgetti, per invitarlo a «fare propria la decisione assunta dalla Commissione cultura» sul ripristino del diritto soggettivo ai contributi all’editoria. Due settimane fa, infatti, la Commssione cultura della camera ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiedeva al governo di ripristinare il diritto soggettivo ai contributi, cancellato da Tremonti. «La commissione Cultura – scrive Fammoni – ha approvato e trasmesso alla commissione Bilancio un parere favorevole al ripristino del diritto soggettivo ai contributi all’editoria e alla previsione di una copertura finanziaria di importi pari alla legge di bilancio 2008, con il relativo fabbisogno di spesa nel triennio 2009-11».
Con questa decisione, ricorda ancora Fammoni, «la commissione accoglie l’appello degli operatori del settore e cerca di porre riparo agli effetti di un provvedimento che avrebbe conseguenze gravi per decine di testate che già oggi vivono una difficile situazione finanziaria con il rischio della sopravvivenza delle stesse, della riduzione dei livelli occupazionali, del pluralismo dell’informazione». Per questo, conclude Fammoni, «chiediamo che la commissione Bilancio faccia propria la decisione della commissione Cultura e provveda ad apportare al testo della Finanziaria le modifiche necessarie».
Lelio Grassucci, presidente di Mediacoop, ha commentato favorevolmente la lettera di Fammoni. Grassucci ha ricordato che a fronte dei tagli pesantissimi previsti dal governo, c’è la possibilità di reperire le risorse necessarie al settore editoriale: «Se si lavora attentamente sulla scelta delle priorità è possibile reperire, all’interno della legge Finanziaria, le risorse necessarie all’editoria». «Nel caso in cui non si volesse o comunque non si riuscisse a trovarle all’interno della Finanziaria presentata dal Governo – conclude il presidente di Mediacoop – le risorse necessarie potrebbero essere reperite attraverso una rimodulazione dell’aliquota dell’Iva relativa ai prodotti collaterali venduti nelle edicole, che nulla hanno a che fare con la comunicazione e la cultura, tranne giornali, libri, Cd e Dvd, equiparandola a quella imposta sui medesimi prodotti venduti nel resto della rete commerciale; con il raddoppio della concessione governativa annuale per le emittenti televisive nazionali analogiche – che passerebbe dall’1 al 2 per cento – nonchè con i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative comminate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni».
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