Cominciamo dalle previsioni metereologiche: a Genova domani sarà bel tempo. La giornata di sole del 17 novembre comincerà alle 10.30, al teatro del museo Sant’Agostino, in piazza Sarzano, con un dibattito, coordinato da Anna Pizzo di Carta e Raffaella Bolini dell’Arci sulla libertà di movimento e i processi genovesi. Ci saranno Giuliano Pisapia, che approfondirà la questione giuridica, il segretario del sindacato dei giornalisti liguri Marcello Zinola, che parlerà del diritto all’informazione in relazione alle vicende genovesi. E poi Laura Tartarini, avvocato del Genoa legal forum, che presenterà alcuni dei video che sono stati mostrati all’ultima udienza sul processo per le violenze poliziesche alla scuola Diaz e che documentano [tra le altre cose] come all’interno della scuola quel giorno ci fosse anche Francesco Gratteri. Sono previsti anche gli interventi di Haidi Giuliani, del segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, di Vittorio Agnoletto, di Enrica Bartesaghi del comitato Verità e giustizia per Genova.
Sempre in mattinata, in piazza Rossetti, i contadini di Altragricoltura allestiranno banchetti di vino, pane, salame, formaggio e raccoglieranno le firme per la legge di iniziativa popolare sulla sovranità alimentare e il referendum contro gli Ogm.
Ieri sera pezzi importanti della Cgil nazionale e ligure hanno aderito alla manifestazione a titolo individuale. Si tratta di Paolo Nerozzi [segretario Cgil nazionale], Enrico Panini [segretario della Cgil Flc Nazionale], Carlo Podda [segretario della Cgil Fp], Antonello Sotgiu [Cgil Liguria].
È poi arrivata l’adesione di Facciamo Breccia, movimento spontaneo di singole, singoli, gruppi, associazioni «per una cultura laica e contro l’invadenza del Vaticano». «In quel luglio 2001 in centinaia di migliaia sono arrivati a Genova per manifestare dinanzi ai potenti della terra le idee, i valori e le pratiche per un altro, possibile, mondo – scrivono quelli di Facciamo Breccia–Hanno ricevuto invece una repressione organizzata, feroce e brutale, dapprima fisica e psicologica [a Bolzaneto, alla Diaz, in piazza Alimonda] e quindi più strisciante, secondo un vergognoso processo di revisione propagandistica di quei giorni che da allora non sembra avere fine». Il comunicato si conclude così: « Dobbiamo a noi stessi una seconda possibilità di portare a destinazione i nostri corpi e i nostri striscioni, per dire apertamente che dai processi non viene giustizia ma volontà di vendetta». Dal collettivo di Supporto legale, che affianca gli avvocati, segue i processi e si occupa di comunicare l’esito delle udienze, arriva una precisazione: «Solo le 300 mila persone che erano in piazza a Genova nel luglio del 2001 possono essere in grado di raccontare agli altri e a se stessi ciò che è avvenuto in quei giorni senza pruriti giustizialisti o moralisti, ma con il desiderio di capire il più possibile quello che è accaduto – scrivono in un comunicato – E’ questo il motivo per cui, al contrario di altri promotori, noi non siamo d’accordo e non lo siamo mai stati con una commissione di inchiesta parlamentare in cui una parte di coloro che gestiscono e amministrano il potere cerchino di ufficializzare una propria verità. Ed è anche per questo che il tema della commissione parlamentare non è uno degli elementi centrali dell’invito alla mobilitazione».
Francesco Cossiga continua la sua battaglia personale contro la commissione d’inchiesta : «Polizia di stato ed arma dei carabinieri, sarebbero i veri oggetto dell’inchiesta, al fine di ‘tenerle a briglia corta’, e cioè per tenerle ‘buone e docili’ nei confronti di una parte importante delle forze che appoggiano la maggioranza». Si dice favorevole alla commissione il segretario nazionale dell’Associazione funzionari di polizia Enzo Letizia, «Per quanto ci riguarda siamo sempre stati favorevoli all’istituzione di una Commissione parlamentare d’indagine sui fatti del G8 di Genova perché non temiamo la verità», afferma letizia dopo aver criticato la puntata di ieri di «Anno zero», che si occupava di Genova e degli stadi, giudicandola troppo schierata contro la polizia.
Come in tutte le cose che cominciano a diventare rilevanti, ci sono poi quelli che cercano di trarne vantaggi. Forse è semplicemente per avere un po’ di pubblicità. O magari sono imboccati da qualcuno per aumentare la tensione ad arte. Fatto sta che l’agenzia di «vigilantes in borghese» Studio Uno, che ha sede proprio a Genova, ha deciso di smentire nell’ordine questore, prefetto, sindaco e organizzatori della manifestazione, i quali da giorni mandano messaggi distensivi alla città. «I nostri informatori confidenziali ci hanno fatto sapere che, tra le tifoserie in arrivo per il corteo, ci saranno anche piccoli gruppi autonomi provenienti da Roma, Napoli, Brescia, Verona, Bergamo e Milano–dice Giovanni Sgambellone, titolare dell’agenzia di vigilantes in borghese Studio Uno investigazioni–ovvero tutti gli ultras più temibili». Al contrario, anche gli esponenti delle associazioni di categoria dei commercianti fanno sapere essere convinti delle rassicurazioni fornitegli dagli organizzatori del corteo nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri in prefettura.
Oggi alla comunità di San Benedetto al Porto, vero cuore logistico della manifestazione, si è tenuta la conferenza stampa degli organizzatori del corte. Ha parlato per primo Megu Chionetti, del centro sociale Terra di Nessuno, che ha sottolineato l’importanza che tutti riescano ad arrivare a Genova a prezzi accessibili. Poi don Andrea Gallo, che ha ricostruito la storia della manifestazione sottolineando come questa sia «nata dal basso» e stigmatizzato l’atteggiamento di alcuni giornali, in primis il Secolo XIX che sta alzando la tensione in città senza motivo, visto che ieri al vertice in prefettura cui ha partecipato il clima era molto rilassato e ottimista. Luca Oddone, del centro sociale Zapata, ha spiegato il senso della manifestazione e un esponente di Supporto legale ha fatto il punto sui processi genovesi. «La conferenza è servita soprattutto a sottolineare che questa manifestazione è stata convocata in solidarietà ai processati per i fatti del luglio 2001–commentano dalla Comunità di San benedetto al Porto – E’ stato un modo per chiarire gli scopi della goornata di domani per uscire dall’eterno dibattito tra favorevoli e contrari alla commissione d’inchiesta».
La manifestazione verrà aperta dallo striscione «La storia siamo noi», che verrà portato dalla comunità di San Benedetto al Porto. Si snoderà dalla Stazione Marittima a piazza De Ferrari [dove suoneranno Assalti frontali, Bisca e Zulù e Roy Paci], percorrendo via Gramsci, Caricamento, Cavour, Quadrio, Saffi, verso Carignano per proseguire in via Fieschi, piazza Dante, via Dante e piazza De Ferrari. Ci saranno molti deputati di Pdci, Prc e Verdi e i new entries di Sinistra democratica, che ieri hanno diffuso un documento con il quale affermano di essere «convinti che settori delle istituzioni, non abbiano svolto appieno il loro ruolo e che al proprio interno ci siano state gravi violazioni della legge oltre che reticenze e omissioni». Non ci sarà, invece il sindaco di Genova Marta Vincenti, che spinge per la commissione d’inchiesta [il consiglio comunale ha votato a maggioranza un ordine del giorno che la chiede] ma è in disaccordo sulla difesa dei 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio. «Genova ha bisogno di togliersi dalla testa il dubbio che ci siano stati momenti di sospensione della democrazia al G8 – ha detto Vincenzi–Sono fra coloro che desiderano che si faccia piena luce, la verità giudiziaria non basta».
Lo stesso vale per gli assessori che compongono la giunta. Unica eccezione, la presenza a titolo personale di Massimiliano Morettini, oggi assessore ai giovani e all’immigrazione e sei anni fa tra i portavoce del Genoa social forum.
«Domani non ci saranno zone vietate – spiegano dalla questura–Ma il corteo non passerà davanti a prefettura e palazzo di giustizia, che saranno presidiati con discrezione». Per quanto riguarda la vexata quaestio sui treni a tariffa sociale, i due treni speciali da Padova e Napoli sono confermati, mentre si tratterà sul posto con Trenitalia, che vuole concedere solo il normale sconto per comitive del 10 per cento ai tanti che vogliono arrivare a Genova.
Sono previsti inoltre almeno un centinaio di pullman. L’indicazione per chi arriva in pullman è quella di uscire dall’autostrada a Genova ovest, poi seguire le indicazioni per l’acquario. Il parcheggio a disposizione è quello della Fiera del Mare. I treni, invece, arriveranno alla stazione Principe. Usciti dalla stazione bisogna prendere la prima strada a destra e arrivare al concentramento, che si trova tra piazza Principe e la stazione Marittima. Dopo la conclusione del corteo, ci saranno delle navette che da piazza De Ferrari porteranno alle stazioni Brignole e Principe e alla zona Fiera.
Infine, si manifesterà anche a Parigi. L’appuntamento lanciato dal locale coordinamento «Genova 2001» è davanti all’ambasciata italiana a Parigi, in rue de Varenne 51, alle 13.






