«Non solo in Calabria le istituzioni non riescono a garantire una posizione dignitosa a migliaia di giovani precari, umiliati dal regime delle clientele e dalla servitù dei partiti. Adesso si accaniscono pure contro chi di costruire un’alternativa concreta a questa realtà umiliante. Siamo sempre stati al fianco dei nostri compagni e compagne imputati nel processo al Sud ribelle che si sta celebrando in Corte d’Assise a Cosenza. Lo eravamo nel 2002, all’indomani degli arresti. Siamo tornati in piazza nel 2004, nel secondo grande corteo che ha attraversato la città chiedendo democrazia, giustizia, libertà. Saremo di nuovo vicini a chi lotta per costruire un’altra Calabria, sabato 2 febbraio, nella grande manifestazione popolare che sfilerà nelle principali strade della città dei Bruzi. Mettiamo a disposizione di tutti i manifestanti il nostro parcheggio dell’Amore nei pressi dello svincolo autostradale di Cosenza Centro. È uno spazio conquistato con la lotta. Per un pomeriggio lo apriamo volentieri a chi cammina sui nostri stessi marciapiedi». Ecco una delle ultime adesioni a rrivate al corteo di domani a Cosenza. E’ firmata dal Movimento disoccupati calabresi.
Cosenza si appresta a vivere una giornata di allegra indignazione. Come recita l’appello che ha indetto la manifestazione, «l’attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.
Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale». In città si è messo in moto quel circuito virtuoso che già nel 2002 coinvolse tutta la città. Un destino forse inevitabile: quando sono sotto accuse le stesse relazioni sociali, è normale che sia direttamente la cittadinanza a sentirsi nel mirino e a decidere di far sentire la propria voce. Così, cosa per nulla scontata, dopo giorni di tira e molla il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini ha fatto sapere di volere scendere in piazza e di considerare la manifestazione «un’espressione di democrazia», rimarcando lo spirito «tradizionalmente democratico della nostra citta? accogliente e solidale». Perugini, che appartiene a una famiglia di notabili democristiani e ora è iscritto al Partito democratico, ha criticato la mancata abrogazione «di quei reati d’opinione che mal si conciliano con la necessita? che, in un paese democratico, si affermino sempre di piu? le liberta? di esprimersi anche in forte dissenso e antagonismo». Questo pomeriggio, alle 17.30, all’ex deposito Ferroviario di piazza Matteotti c’è l’assemblea sul tema «Dal diritto al dissenso alla dittatura democratica», con Haidi Giuliani, Silvia Baraldini, e le avvocatesse Laura Tartarini e Aurora D’Agostino.
Alla fine della manifestazione di domani ci sarà un concerto in piazza dell’Arenella, nel centro storico. Gli organizzatori hanno fatto sapere della disponibilità di treni-navetta, dalle ore 20 del sabato 2 febbraio all’una e mezza di notte per consentire a tutti i manifestanti giunti a Cosenza con autobus o con i treni, di assistere al concerto e di poter ripartire dalla stazione centrale.
«Il servizio sarà garantito da macchinisti resisi disponibili in via straordinaria per l’evento, in accordo con la direzione delle
Ferrovie della Calabria», spiegano dal comitato Liberi tutti. Visto il boicottaggio di Trenitalia ai danni della libertà di circolazione e del diritto a manifestare, la maggior parte di quelli che arriveranno da fuori utilizzeranno i pullman. Sul sito www.cosenza2febbraio.org si trovano tutti i pullman che raggiungeranno il capoluogo calabrese, le mappe e le indicazioni su parcheggi e servizi per i manifestanti.






