Il Giornale di oggi pubblica un appello «alla sensibilità e all’affetto di tutti coloro che sanno cosa vuol dire lavorare, rischiare e, alla fine, trovarsi soli ad affrontare problemi enormi».
Se state pensando che l’appello sia stato scritto e lanciato dagli operai che lavorano nei cantieri, ad esempio, o nelle fabbriche avete preso un granchio. La firma infatti è quella dei poliziotti del G8 di Genova del 2001 che, dice il Giornale, «erano in strada a combattere la guerriglia scatenata ai no global». La verità è un’altra ed è arcinota, proprio per questo i poliziotti dovranno risarcire per migliaia di euro [15 mila a testa] i manifestanti massacrati durante il summit dei «grandi della terra». Il Sap, sindacato autonomo di polizia, ha dato la sua disponibilità ad attivare una colletta, ma ha fatto di più aprendo un conto corrente per «chiedere ai cittadini di dare una mano», scrive sempre il Giornale.
Un’altra condanna [definitiva a cinque mesi] invece è stata invece inflitta dal tribunale di Genova il 7 giugno nei confronti di una giornalista francese che all’epoca del G8 scavalcò per qualche metro la cosiddetta «zona rossa» invalicabile. La ragazza era stata poi arrestata e condotta nell’ormai tristemente nota caserma di Bolzaneto dove denunciò anche di essere stata vittima di torture da parte degli agenti di polizia.






